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Conferenza stampa "terre pulite e sane". Emergenza fumarole

20 Giugno, ore 11, presso la Sala del Giudice di Pace di Vittoria, via Gaeta 105

| Categoria: Associazioni
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Da oltre trent'anni, tutte le mattina all 'alba o la sera all'imbrunire, si materializzano qua e là nella nostra plaga colonne di fumo denso e nero che ammorbano l'aria. E' la naturale conseguenza delle migliaia di tonnellate di plastica dismessa dalle serre o dei rifiuti urbani indifferenziati , bruciati illegalmente. L'aria, per diversi minuti. diventa acre, irritante, poi, lentamente. la colonna di nube si espande fino a dissolversi. Pare che tutto tomi come prima. Ma non è così. Non è mai stato così! In quel fumo scuro e corposo che si spalma e si disperde nell'aria c'è una quantità infinita di particelle di diossina, un composto di molecole altamente tossiche - per l'uomo, per gli anima li e per l'ambiente - che si depositano sul suolo. La diossina ha la capacità di bioaccumularsi , cioè si accumula in modo irreversibile sui tessuti degli organismi viventi. A lungo andare questo accumulo crea diversi problemi soprattutto nel sistema immunitario. L'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito questo aggregato nel gruppo degli agenti cancerogeni per l'uomo. Cioè è una sostanza cancerogena accertata. In tutti questi anni, quanta diossina si è accumulata sulla nostra terra? Su ciò che coltiviamo? Su gli animali che alleviamo? Domande che forse trovano una risposta nell'Atlante Sanitario dei Tumori in Sicilia o nella 2 1o Relazione sanitaria redatta dell'Asp 7 di Ragusa. Nei tre distretti, Ragusa, Modica, Vittoria, c'è una significativa incidenza di forme tumorali e in particolare nelle aree di Vittoria, Comiso, Acate, Santa Croce Camerina, Ragusa, Scicli, Ispica. Strana casualità? Il cancro non viene per caso. Chi si ammala spesso pronuncia la frase "ho il cancro".Il tumore non si possiede, non nasce, non si sviluppa e non fiorisce al nostro interno perché ne portiamo i semi. Il tumore è una malattia sociale, è il frutto della dequalificazione ambientale di un territorio (nel senso più ampio del termine). Pensiamo che sia venuto il momento di parlare e denunciare con forza lo stato pietoso in cui versa questa terra. E' venuto il momento di dire che il"nostro modello di sviluppo", la serricoltura, va rivisto profondamente. Attualmente non crea più reddito, spesso non crea lavoro dignitoso e ha un fortissimo impatto ambientale. Non si può continuare a far finta di nulla. Ci piace essere descritti come il luogo delle agromafie? Del caporalato? Come la nuova terra dei fuochi? Un territorio così descritto, che produce ogni forma di malattia sociale e di economia distorta (le mafie controllano la raccolta dei rifiuti), può risorgere economicamente e socialmente? Può investire sul turismo? Le organizzazioni sindacali e di categoria , l'associazionismo , il mondo del volontariato di questa città hanno sentito l'esigenza di reagire alla stato attuale delle cose, di mettersi in rete e di assumersi una responsabilità che non è solo denunciare, ma anche di stimolare le varie istituzioni con proposte, misure e interventi. Non serve più sentirsi persone oneste se poi non si è capaci di reagire alle tante forme di illegalità che stanno ammorbando questa terra.

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