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Idea Liberale: esistevano una volta i concorsi pubblici

| di Valentina Tagliarini
| Categoria: Associazioni
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Il Comune di Vittoria e la carenza di nuovo organico. Da quanto non vengono effettuati concorsi pubblici per il riassortimento dei dipendenti? Una questione che, prima o poi, fra le tante emergenze che affliggono il comune di Vittoria, dovrebbe essere affrontata è proprio la questione relativa ai concorsi pubblici. Questione che per troppo tempo è stata messa da parte. Il D.lgs. 165/2001 denominato “Testo Unico sul Pubblico Impiego” aveva introdotto la privatizzazione del lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione e si rivolgeva a tutti i tipi di PP.AA. tra le quali, ovviamente, anche gli enti locali. Con questa riforma si tendeva sia a rendere più efficiente la pubblica amministrazione sia a conciliare la suddetta con la razionalizzazione della spesa per il mantenimento dei salari dei dipendenti pubblici, nonché si voleva pervenire ad un miglior uso delle risorse umane. Nel 2009 il D.lgs. n.150, denominato “Riforma Brunetta”, si poneva l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del pubblico impiego, soprattutto nell’ottica di un aumento della produttività del lavoro e di un netto miglioramento dell’organizzazione del suddetto sotto un duplice punto di vista: “efficienza” e “trasparenza”. Nel 2012 ecco che, però, la cd. Spending Review taglia nettamente le spese destinate ad un avanzamento qualitativo e produttivo della Pubblica Amministrazione. Nel 2017 il Consiglio dei ministri approva due provvedimenti, adottati in seguito alla controversa Riforma Madia del 2015, con i quali si impongono importanti cambiamenti del lavoro alle dipendenze pubbliche. È necessario, qui, citare il superamento del concetto di “dotazione organica” a favore di quello denominato “Piano Triennale dei Fabbisogni” diretto ad una programmazione di assunzioni da effettuarsi solo in relazione alle reali necessità degli enti pubblici. Ebbene, forse, alla luce di quest’ultima riforma, peraltro ancora in vigore, sarebbe bene chiedersi se non sia giunto il momento di stabilire quanto bisogno abbia, effettivamente, il nostro Comune, in qualità di ente locale territoriale, di assumere nuovo personale. Corre voce che il personale previsto nella originale pianta organica fosse di 900 dipendenti e che attualmente, in servizio, ce ne siano poco più della metà. Complici, ovviamente, i molteplici pensionamenti che si sono susseguiti negli anni e altri ancora che ne verranno con l’introduzione del decreto denominato “quota 100”, grazie al quale tantissimi dipendenti che presentino i giusti requisiti chiederanno il pensionamento anticipato. E allora come si fa, direte voi? Semplice, gli impiegati spesso si trovano a dover accettare di svolgere anche i servizi lasciati dai colleghi andati via oppure di venire spostati da una direzione ad un’altra per dar man forte ove siano stati lasciati dei buchi. Se è vero, da una parte, che gli enti locali si trovano ad avere le mani legate per via dei tagli alla spesa, dall’altra tutto ciò non giova alla salute della nostra pubblica amministrazione, sia in termini di efficienza che di produttività. È necessario, quindi, sollecitare chi di dovere a rivedere questa situazione e, nel caso se ne intraveda la possibilità, indire concorsi pubblici (obbligatori nel caso di assunzioni in una P.A. così come previsto dall’art.97 Cost.) che servano non solo a far fronte al bisogno di nuove risorse umane al passo con i tempi ma, anche e non per ultimo, a rendere più efficiente e più all’avanguardia il sistema pubblico, in linea con le direttive europee e con i principi sanciti dalla nostra Costituzione. Tanti sono i giovani, competenti in materia, che riuscirebbero a coadiuvare i colleghi più anziani e che porterebbero nuova linfa vitale al nostro ente locale, rispondendo meglio e più energicamente alle sempre maggiori domande del cittadino che pian piano, purtroppo, sta perdendo fiducia nella figura dell’impiegato comunale e quindi dello Stato. Auspichiamo, infine, che i Sigg. Commissari, al momento in servizio al Comune di Vittoria, rivedano con urgenza e con la giusta serietà questa annosa questione e che al più presto diano risposte concrete in merito. Non lamentiamoci, poi, quando un impiegato si rivolge sgarbatamente ad un utente, sono stanchi e sono umani anche loro.

Valentina Tagliarini

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