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Ancora un riconoscimento per l'artista vittoriese Giuseppe Erminio Spalla

"Il trionfo amaro dell'innocente” diventa copertina di Arte-Amicizia-Rispetto

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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Ancora un prestigioso riconoscimento per l’artista vittoriese Giuseppe Spalla il cui dipinto, “Il trionfo amaro dell'innocente”, è stato scelto dal Gruppo di artisti di Arte-Amicizia-Rispetto per la copertina n. 42.

Queste motivazioni dell'amministratore del gruppo,  il grande artista  Tony Alonzo: < Questo dipinto, in particolare, si ispira al "Llanto (pianto) por Ignacio Sanchez Mejias", meglio conosciuta come "A las cinco de la tarde" (Alle cinque della sera), che il noto Poeta spagnolo Federico Garcia Lorca scrisse per l’amico torero, morto per l’incornata ricevuta da un toro durante una corrida. Ecco allora un susseguirsi di simboli che si stagliano in una dimensione quasi teatrale e si susseguono nel silenzio assordante e surreale di quest’opera. In primo piano il toro con la schiena insanguinata e un corno che, dopo avere inferto il colpo mortale al torero, reca ancora le tracce del suo sangue. La spada con cui il torero avrebbe dovuto uccidere il toro, come da copione, la cui ombra sembra volere fermare le lancette dell’orologio più grande, proprio alle cinque della sera, l’ora in cui è morto il torero Ignacio Sanchez Mejias, la stessa ora che rimbalza come una funerea eco anche sugli altri due orologi più piccoli. In alto a sinistra, la figura stilizzata del torero morente appare come avvolta dalla rossa “mantilla” che stavolta è coperta del suo sangue e non di quello del toro. Infine una sfera sospesa sopra una colonna che a me piace interpretare come il destino dei due contendenti nell’arena, sempre sospeso tra la vita e la morte. In genere a morire è il toro, questa volta però è toccato al torero. Di questo, certo non si può colpevolizzare il toro che ha agito, potremmo dire, per legittima difesa e, pertanto, è da considerarsi innocente. Eppure, il suo è davvero un “trionfo amaro dell’innocente”, come suggerisce il titolo, perché non sa che, pur essendo uscito vincitore da quell'impari lotta, la crudele legge degli uomini lo condannerà ugualmente ad essere ucciso, quasi per una sorta di spietata vendetta.
E’ difficile entrare nelle pieghe dell’anima spagnola e comprendere il senso di una tradizione popolare tanto antica quanto cruenta. Si tratta della spettacolarizzazione della morte di un povero ed innocente animale che ha come sua unica colpa, quella di essere nato toro. Io spero che, prima o poi, questa barbara usanza venga bandita da tutte le arene, perchè la corrida, che in teoria dovrebbe riprodurre la lotta ancestrale e arcaica dell’uomo contro l’animale, in realtà mostra dell’uomo il suo lato peggiore, cioè la lotta proprio contro quella che io considero la sua parte animale>>.

 L’opera di Spalla è un acrilico su tela, 70x120. 

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