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Intervista a Franco Raffo, già Sindaco della città di Acate

| di Concita Occhipinti - Ufficio Stampa
| Categoria: Attualità
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Prof. Raffo,

dopo 5 anni di impegno amministrativo, come mai ha scelto la "strada del silenzio"?

"Ho preferito fare un passo indietro e scegliere il silenzio, soprattutto nelle ultime elezioni, lasciando campo libero a tutti, anche se, nonostante ciò, vengo chiamato in causa ad ogni piè sospinto e tirato fuori dal mio “cantuccio”. I nuovi Amministratori, insieme ai “compagni di merenda”, per indolenza e scarsa conoscenza delle problematiche amministrative, sono nelle sabbie mobili e cercano “un nemico”. Finita l’ubriacatura del dopo elezioni, si sono ritrovati tra mille oggettive difficoltà. Pensavano che fosse una piacevole passeggiata, come l’Asilo Nido, dove hanno “raccolto” senza avere fatto mai nulla. Infatti il “caso” Asilo Nido è la metafora della Filosofia della governance della “buona” Giunta del “cambiamento”!"

L'aumento del 30% della spazzatura, quale unico caso in Sicilia, un colpo basso per la comunità acatese? Ci spieghi il suo punto di vista, oggi che non è più Sindaco.

"Ho già detto la mia, ma hanno risposto con un “lenzuolo-mattone”, non scritto da loro e di cui hanno capito nulla. Mi piacciono di più quando posano per il fotografo con scope e ramazze in mano: aspettano la qualifica di “operatori ecologici”. Forse per acquisire “crediti” in attesa di qualche “Laurea honoris causa”. Ci sarebbe da ridere se non si trattasse di una tragedia per gli Acatesi! E’ la rappresentazione plastica della politica “buona”, intessuta di squallida demagogia, coniugata con la ricerca ossessiva di un “nemico” e di una misera visibilità, per nascondere il nullismo culturale e l’incapacità di studiare e capire i problemi cogenti del Comune e della Comunità. Ma, forse, è meglio maneggiare una ramazza… Peccato!

Perché altrimenti saprebbero che già da tempo conferiamo i Rifiuti a Ragusa, che dobbiamo ricevere un Milione e 200 Mila Euro di “Compensazioni”. Ricevere, non dare. Bastava chiedere o recarsi presso gli uffici dell’Ato o telefonare all’avvocato. Saprebbero inoltre che l’Assessorato regionale alla P. I. ci deve 185.000 Euro. Inoltre, col Comandante Campagna abbiamo incassato più di 150.000 Euro. Che fine hanno fatto? Saprebbero, contrariamente alle sciocchezze che scrivono, che nello spazzamento del Paese risparmiamo 100.000 Euro l’anno. Saprebbero che con la Differenziata e gli “Umidi” al 70% paghiamo molto meno. Questa è stata la nostra strategia della riduzione dei Costi per risanare il Comune e ridurre le tasse e far pagare tutti. In questa ottica è rientrata “Operazione pensionamenti”. Ho dovuto chiamare un Dirigente di un altro Comune per avviarla.

Questo ci ha consentito di ridurre del 40% le spese degli stipendi. Questi i percorsi avviati quando, dopo un anno di intenso studio, abbiamo scoperto la tragedia dei Milioni e Milioni di Euro di Mutui senza copertura finanziaria che continuiamo a pagare ancora per decenni, di svariati Milioni di Euro di debiti accumulati dal 2003 al 2012 ( vedi D.L. 35 e D.L. 66), dei Bilanci fuori controllo (vedi nota del 2009 della Corte dei Conti nella quale richiamava il Comune per essere fuori di circa 9 Milioni e mezzo), dei Revisori dei Conti che già nel 2006 dichiaravano il Comune fuori dal Patto di Stabilità (cioè con i Conti in rosso), della Dichiarazione di Bancarotta del 2012 (vedi Del. N. 179/2012), di lì a poco ritirata in gran segreto, per chissà quali interessi, scaricando la tragedia del fallimento, come ebbe a dire in Consiglio un componente della Maggioranza, sui futuri Amministratori. Altro che debiti per giustificare l’aumento del 30% della Spazzatura, forse per coprire altre spese.

Abbiamo lasciato ai “buoni” Amministratori e ai loro “compagni di merenda”, che si annidano nelle stanze dei bottoni, “u piattu ministratu” e un Comune nella chiarezza, nel bene e nel male. Senza polvere sotto i tappeti. Asilo Nido docet.

Un consiglio ai “Buoni”: studiate e lavorate, voi e non altri. E non condannate il passato, da cui avete molto da imparare, per giustificare il vostro fallimento del presente. Noi siamo qui e non fuggiamo."

Concita Occhipinti - Ufficio Stampa

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