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A 100 anni dall'appello di Don Luigi Sturzo. Il "Liberi e Forti" è ancora una proposta

La riflessione di Don Beniamino Sacco

| di Orazio Rizzo
| Categoria: Attualità
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Sono trascorsi 100 anni da quel famoso appello agli "Uomini liberi e forti" lanciato da Don Sturzo, padre del cattolicesimo politico, popolare, ma cosa rimane di quell'eredità pratica oltre che spirituale?

E' ancora valido quel richiamo all' impegno civico in politica, al cambiamento della società secondo l'ispirazione del Vangelo e della Dottrina della Chiesa?

Ha senso, ancora oggi, parlare di impegno, di "opzione fondamentale", di riscatto sociale o ci siamo abituati alla deriva populista ed in mano a poche - ma potenti - lobby?

Un appello che ci interroga, oggi più che mai, e che Don Beniamino - non nuovo alle "pro-vocazioni" - ci propone; un monito a svegliarci dal torpore della storia spesso subita, per tornare ad essere soggetti attivi, liberi da gioghi, donne e uomini ancora capaci di sognare un mondo migliore, una società libera.

Tutto cio' è possibile, secondo il sacerdote vittoriese, solo riconoscensoci come "liberi e forti", di buona volontà. 

Di seguito il testo.

18 Gennaio del 1919, Don Luigi Sturzo, sacerdote calatino, lanciò un messaggio rivolto a tutti gli uomini “ Liberi e Forti”, un vero e proprio manifesto di impegno civico, di rinnovamento sociale e politico, considerato da molti come  una sorta di trasposizione in politica dei caratteri sociali ed etici della Dottrina sociale della Chiesa cattolica.

Il documento, figlio del suo tempo, poneva le basi del Cristianesimo democratico che fino a quel momento era stato precluso ai Cattolici che desideravano impegnarsi in politica, dal decreto pontificio “Non Expedit” di Pio IX, documento che invitava i cristiani ad astenersi dalla vita politica, come risposta alla presa di Roma e alla fine dello Stato Pontificio.

Il Papa Benedetto XV, annullando il Decreto, e dunque il divieto, dà via libera a Don Luigi Sturzo ed ai primi cattolici di impegnarsi attivamente; Sturzo aveva svolto un lungo periodo di impegno politico nella sua città come pro-sindaco e con il suo messaggio invitava i cristiani “ Liberi e Forti”  a riunirsi per dare vita ad un soggetto politico aconfessionale, che rappresentasse le istanze della gente, specie di quella povera, emarginata, sfruttata, periferica, ispirandosi ai principi propugnati dal Vangelo e contenuti nella Dottrina Sociale della Chiesa.

Nacque così il Partito Popolare che per decenni rappresentò il punto di riferimento politico della maggior parte degli Italiani. Da quel 18 gennaio sono trascorsi 100 anni e tanto è stato fatto come molto ancora rimane da fare.

Oggi nessun veto, nessun “Non Expedit”, nessun ostacolo, nulla vieta al cristiano, al cattolico di scendere nell’agone politico. Eppure molti di essi se ne stanno alla finestra, ritenendo la politica come soggetto “corrotto e corruttore”.

Da qui la necessità di riproporre il messaggio di Sturzo agli uomini “Liberi e Forti” del nostro tempo, perché, di fronte alla grande confusione che regna sovrana in Italia, in Europa e nel resto del mondo, non ci si può limitare a guardare o semplicemente a lamentarsi, ma occorre prendere coscienza e dare il proprio contributo.

Per fare questo occorrono uomini e donne “ Liberi e Forti “, cioè non condizionati da ideologie, dal partito preso, da rancori coltivati ma animati dal coraggio di esprimere la forza delle proprie idee. Papa Francesco, nella sua Lettera Apostolica “Evangelii Gaudium”, invita i cristiani a farsi carico della cosa pubblica perché il Vangelo ha una dimensione sociale che non può essere disattesa.    

E’ una proposta!                        

 

 

Orazio Rizzo

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