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Intervista al prof. Franco Raffo, già sindaco di Acate

Le interviste di Vittoria Daily

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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Prof. Raffo, nell’Anniversario della morte di Leonardo, il Cenacolo resta chiuso ai visitatori di tutto il Mondo. Lei, che ha messo molto impegno nella valorizzazione dei Beni culturali di Acate, che idea si è fatta di tale disinteresse e mancata reazione dei cittadini?

E’ un fatto di una gravità inaudita. Mille e 300 persone, arrivati a Milano da tutte le parti del mondo per rendere omaggio a Leonardo, il Genio italiano (o “francese”?), sono rimasti basiti di fronte al portone “sbarrato” del Convento che ospita il suo “Cenacolo”. Lasciati fuori con i biglietti in mano, regolarmente pagati. Quel giorno manca chi possa aprire il portone! La Francia, nel 500. simo della morte di Leonardo, lo commemora e lo fa “suo”. Il Presidente Mattarella, con coerenza, vola in Francia ad Amboise e insieme al Presidente francese si inchina e rende omaggio alle sue spoglie. L’Italia? L’Italia ha cose più importanti da fare! I turisti aspettino pure, finchè non si trova un portinaio. Nulla di nuovo sotto il sole. Milano chiama la Sicilia o, se volete, Acate. Qui è peggio. Qualche anno fa ebbi a scrivere una breve nota: ”Il chiodo di Londra e il Castello di Acate”. Colsi l’occasione per rendere omaggio al Prof. Antonino Di Vita, archeologo di fama mondiale. L’illustre “Chiaramontano” spesso ci ricordava due episodi della sua vita, illuminanti. Uno sull’interesse dei Londinesi, di buon mattino in fila, per ammirare un “chiodo” di Cesare; l’altro sulla non curanza della moglie di un pastore greco, che sbarrava la porta di casa la notte con tre capolavori dell’età ellenistica. E il noto Professore aggiungeva, con una sottile vena di malinconia, che noi abbiamo ereditato “un enorme patrimonio archeologico e culturale…e le popolazioni del Sud potrebbero realizzare una sana e fiorente economia basata sul turismo”. Forti di questo convincimento, e forse per “una certa ingenuità intellettuale”, abbiamo tentato di seguire le orme del Prof. Di Vita, stimolati anche da eccellenze italiane, come Renato Balestra e Folco Quilici; ma anche da tante altre personalità della Moda, della Musica e della Cultura, innamorati del nostro Castello, reso più nobile dalla “dimora” del Tenore Salvatore Licitra e la creazione della “Sede della Psicologia della Magna Grecia”. Il Castello usciva dall’angusto perimetro locale per assurgere a spazi nazionali. Con questi sponsor era lecito sperare. Matera, con la sede della Filosofia della Magna Grecia, si è conquistato un posto nel firmamento mondiale e quest’anno è Capitale della Cultura europea. Ci hanno creduto. Ma non conosce il “male oscuro” dei grilli e dei politicanti da strapazzo. Un odio contro il Castello e contro chi lo promuove come risorsa culturale ed economica.

Il concetto di “ignoranza” esprime la consapevolezza di non conoscere, nel senso filosofico e letterario oppure va letto in chiave diversa?

Innanzitutto oggi manca la “consapevolezza”, sostituita dall’arroganza e dalla volgarità. Cerco di essere più preciso. Partiamo dal “caso” trasferimento Biblioteca al Castello dei Principi, valutata “degna di lode” dalla Sovrintendenza. Un esposto “blocca tutto” in cui si confondono libri e Tomi con i “Topi”, asserisce che possono prendere il “raffreddore”. Taccio sull’incontro con i tre Commissari, di cui due, se ricordo bene, geologi, che volevano darmi lezione sulle Biblioteche. “Studiatevi Petrarca, intanto”, risposi. E’ andata, come tutti sappiamo. Siamo in Sicilia! E qui, contrariamente a Milano, il Portone era aperto ed anche la sala. Ma, per la gioia di qualche sprovveduto politicante, che confonde “Tomi” per “Topi”, la Biblioteca è rimasta lì, a custodia del Cimitero e a disposizione dei nostri cari Defunti. Acate e la Cultura hanno perso un’occasione storica.

Professore, l’Italia di oggi, a prescindere dalle rappresentanze politiche, secondo lei è avviata verso una regressione culturale, dovuta anche ad un mancato approccio alla lettura e al venir meno della volontà di conoscere?

Qualche genitore di Manduria ha cercato di giustificare i figli e le vessazioni e la morte dell’anziano pensionato dicendo: ”A Manduria non c’è nulla. C’è il deserto”. Vero. Ma soprattutto manca la Cultura e tutti i valori ad essa connessi. I nostri giovani, i migliori, stanno lasciando la nostra terra. Una politica, alla mercè di politicanti da strapazzo, ha creato il “deserto”, il vuoto, con l’umiliazione dell’intelligenza e di chi vuole fare, realizzare e vincere l’ignoranza. Renato Balestra, Folco Quilici, Antonino Di Vita, Salvatore Licitra, gli Psicologi della Magna Grecia e tanti altri lottavano per fare del Castello un polo e un faro della Cultura e per porre Acate al centro della Provincia e della Sicilia. I Grillini e compari, spinti da folle indignazione, gridavano sui Web e ai quattro venti: “E’ inagibile”. Per alimentare la paura e interrompere il flusso di comitive e intellettuali. L’urlo di un imbecille vale più del silenzio di migliaia di persone. “Inagibili” sono invece tutti gli Edifici pubblici e le Scuole. E fanno finta di niente. Gli edifici non hanno Accatastamento, né Agibilità e neppure Autorizzazione dei Vigili del Fuoco. Per 10 cm di tonachina in un’aula si è mosso tutto il Movimento grillino, che ora omertosamente tace. Sarà colpa del Web e dei social network ma, come ci dice Umberto Eco in una sua famosa Lectio Magistralis, in questa Società dominata ormai dai “Webeti” alla crescita esponenziale dell’Analfabetismo si è sostituito la crescita del Cretinismo. Cioè di una infinita schiera di “imbecilli tuttologi”, abili sul web e convinti di sapere tutto e di poter convincere tutti con la loro “violenza verbale e insulti” e qualche algoritmo. In questa società de “l’Homo videns” pochi condizionano pesantemente la società e la politica. Infatti, la politica, soprattutto locale, ne è una degna rappresentazione. Per dirla col famoso Tomasi: ai gattopardi e ai leoni si sono sostituiti gli sciacalli e le iene. I popoli che non alimentano la Cultura non hanno nemmeno Memoria. Non avranno nemmeno una Storia e Valori da ricordare e trasmettere alle nuove generazioni. Non avranno una Identità. Una tragedia in questo mondo di “Webeti”. E la politica? Tace, per convenienza.

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