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Visitare una città a dorso di un mulo? A Modica si può'!

| di Orazio Rizzo
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Potremmo chiamarlo turismo alternativo, per alcuni innovazione del settore, per altri stravaganza eclettica!

Visitare una città d’arte e storia a dorso di un mulo, certamente rientra in entrambi le categorie: dell’intraprendenza innovativa e della stravaganza.

 “Modica, a dorso di mulo”: è questo il titolo dell’iniziativa che vedrà i fruitori salire in groppa ad un mulo ed effettuare un’escursione tra borghi abbandonati e natura selvaggia. Una suggestiva passeggiata alla scoperta di luoghi insoliti e poco conosciuti, tra oasi di natura selvaggia, viottoli di campagna e trazzere.

L’escursione tra città e campagna è in programma domenica 20 ottobre. Due i percorsi previsti, della durata di circa due ore. Il primo si inerpicherà per i viottoli del quartiere Sant’Andrea, sulla collina della Giacanta; farà tappa al Borgo Santa'Nirìa, un abitato in pietra situato sul limitare della campagna modicana, all’inizio dell’insediamento urbano vero e proprio, e discenderà verso la chiesa di Santa Maria di Betlemme. Prevista una visita al presepe ottocentesco all’interno del tempio.

L’altro itinerario, dopo la visita ai locali della Società operaia di mutuo soccorso “Carlo Papa”e della chiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo, si snoderà attraverso la via Nativo, fino alla contrada Aquila, un angolo incontaminato di campagna da cui si gode un superbo panorama del centro storico.

Si tratta di un’occasione unica ed esclusiva per conoscere luoghi dal fascino antico e selvaggio, ubicati a pochi passi dal centro abitato, ma sconosciuti ai più. Un “viaggio” tra storia, cultura e natura, che consentirà a residenti, turisti e visitatori di scoprire insediamenti rupestri, grotte e ruderi, viottoli e mulattiere un tempo percorsi da pastori e contadini, poi definitivamente abbandonati nel dopoguerra con la fine della civiltà contadina. 

La partecipazione alle passeggiate è libera e gratuita.

(immagine di repertorio)

Orazio Rizzo

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