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Operazione "Country Hide", 10 indagati respingono le accuse

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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Hanno respinto le accuse i 10 indagati arrestati dai carabinieri di Ragusa la scorsa settimana nell’ambito dell’operazione denominata “Country Hide”. Alcuni degli indagati lo hanno fatto rispondendo direttamente alle domande del giudice delle indagini preliminari, Claudio Maggioni, altri, dopo essersi avvalsi della facoltà di non rispondere, si sono tirati fuori nel corso di spontanee dichiarazioni. In carcere sono stati interrogati Raffaele Agnello, 55 anni ragusano, accusato di cessione di droga leggera e cocaina a varie persone nei territori di Ragusa, Santa Croce e Marina di Ragusa tra l’ottobre 2018 ed il febbraio di quest’anno; gli albanesi Mesar Ruci, 44 e Cristian Masi 25, di Santa Croce Camerina, sono accusati di cessione di hashish e marijuana in territorio di Ragusa tra l’ottobre 2018 ed il febbraio di quest’anno; Jaballah Fouad, 33, tunisino, è indagato per cessione di eroina nel periodo compreso tra il gennaio ed il febbraio di quest’anno a Santa Croce Camerina e Vittoria ; Abdenaur Guettache, 38, algerino; Faical Mansour, 42, tunisino; Abderramane Ben Hassen, 41, tunisino, sono accusati di cessione di eroina a Santa Croce Camerina tra il gennaio ed il febbraio di quest’anno; Salem El Kalem, 30, tunisino, è indagato per cessione di hashish e marijuana a Santa Croce e Marina di Ragusa tra il dicembre 2018 ed il gennaio di quest’anno. Sono stati interrogati in Tribunale anche i 2 fratelli finiti agli arresti domiciliari, gli albanesi Francesko ed Enea Liko, 26 anni, accusati, insieme a Mesar Ruci, di una serie di furti di ortaggi commessi a Santa Croce il 24 novembre, l’11 ed il 15 dicembre scorsi. In modo particolare avrebbero rubato circa 5,000 piantine di peperoni, 200 casse di melanzane e zucchine ed un quantitativo imprecisato di limoni. L’operazione è stata messa a segno dai carabinieri di Ragusa. La difesa preannuncia ricorso al Tribunale del Riesame.

Secondo l’accusa gli indagati, di nazionalità italiana, albanese, tunisina ed algerina, erano organizzati in 4 distinti gruppi criminali, rifornivano le piazze di spaccio nei comuni di Ragusa, Marina di Ragusa, Santa Croce Camerina, Donnalucata e Vittoria, smerciando marijuana, hashish, cocaina ed eroina. Numerosi gli arresti e i sequestri di stupefacente già effettuati nel corso delle indagini, durante le quali si è proceduto anche al sequestro preventivo di una villetta di proprietà di uno dei principali indagati.

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