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Vittoria, monta la polemica sul web per l' Ordinanza che vieta l'utilizzo dei "ganci"

Gancio si o gancio no?

| di Orazio Rizzo
| Categoria: Attualità
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La Direzione Ambiente ed Ecologia del Comune di Vittoria, ha ricordato ai cittadini – dalla pagina social dedicata – che è in vigore l’ ordinanza n.80 che così recita: “Si ricorda che l’Ordinanza n°80 del 20 dicembre 2019 avente per oggetto il "Divieto di abbandono rifiuti sul territorio comunale, etc.” prevede, insieme ad altro, anche il divieto, a chiunque nel territorio di Vittoria, di […] tenere sospesi a ganci e/o similari cassonetti/mastelli/sacchetti per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità". L'inosservanza è punita con una sanzione pari ad € 250,00”

E come nelle migliori saghe, è montata subito polemica, con il popolo del web diviso tra positivisti, in comunione con lo spirito dell’ordinanza e gli oppositori più strenui e agguerriti, in netta contrapposizione con la decisione dei Commissari, definita arbitraria da molti.

Oggetto della contesa il famoso “gancio” che pende inesorabile dai balconi di case, palazzine ed appartamenti e che da sempre “caratterizza” l’ambiente cittadino dei nostri quartieri.

Gancio si: perché eviterebbe alle persone anziane di affrontare la fatica di scale e gradini e – a dire di qualcuno – agevolerebbe il lavoro degli addetti al ritiro, oltre ad evitare a cani e gatti di pasteggiare con i resti e disperdere il resto in giro.

Gancio no: perché pericoloso e in caso di vento e maltempo, contribuirebbe a sbattere il mastello contro i passanti, oltre a non essere un gran belvedere in giro.

Toni accesi, a volte esagitati, per la delibera definita “del cavolo”, ma la ragione sta sempre nel mezzo, senza se e senza ma.

Si sa: dura lex, sed lex! E volenti o nolenti siamo tutti tenuti ad adeguarci, non solo per la multa salata, ma soprattutto per il bene della città, troppe volte offesa dalla maleducazione di quanti, gancio o non gancio, creano discariche a cielo aperto, disperdono i propri rifiuti nelle contrade di campagne o in zone isolate, a discapito della salute pubblica e dell’ambiente.

Probabilmente si spegnerebbero i toni se ognuno facesse la propria parte, contribuendo con l’esempio e il rispetto delle regole e delle leggi.

 

 

 

Orazio Rizzo

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