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Danni nelle campagne, nota di Francesco Aiello

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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"Quello che i politici e i parlamentari del Centro Destra vanno dicendo in giro, che cioè si puo' fare ben poco PER LE AZIENDE DANNEGGIATE a fronte della inesistenza di apposite polizze assicurative previste dal Decreto Legislativo 102 del 2004, non corrisponde alla realtà dei fatti". A dichiararlo Francesco Aiello,  responsabile Area Tematica Politiche Agroalimentari e Forestali di Articolo Uno. 

"Purtroppo è vero- aggiunge Aiello- che  il regime assicurativo, imposto burocraticamente alle campagne di tutto il Paese, domina la scena degli interventi attuali, ma lo Stato e lo stesso Governo Nazionale hanno approvato di recente  deroghe significative al sistema assicurativo, per fare fronte alla complessità degli eventi calamitosi che hanno interessato le campagne italiane, da Nord a Sud. Ad ora, ben 300 milioni di euro vengono sborsati dallo Stato a sostegno della stipula delle polizze agevolate tramite i Consorzi di Difesa. E’ stato correttamente osservato che il costo delle polizze e dei massimali di riferimento variano  in maniera sensibile a vantaggio del sistema assicurativo e che si pongono  seri problemi di controllo e di calmierazione delle regole.  C’è anche da sottolineare che esistono ragioni serie e fondate sul perche’ le  Aziende oggi  assicurate rimangono una minoranza soprattutto nel Mezzogiorno ( i Sicilia solo 2000 le Aziende assicurate su 250 mila )  oltre che  nel resto del Paese. La copertura assicurativa delle strutture e della produzione varia certamente ma per molti diventa un ostacolo". 

"Il sistema assicurativo non funziona bene- aggiunge Aiello- anche perché le condizioni climatiche si evolvono negativamente e la loro dinamica diventa sempre piu' anomala. Il clima mediterraneo cambia e assume le caratteristiche dei climi tropicali, che poi  impattano con metodologie produttive e strutture di tipo mediterraneo, che non sono compatibili con  calcoli di tipo tradizionale, proprie delle agricolture estensive e di pieno campo.  Da tempo accade che le nostre campagne siano colpite da eventi nuovi, potenti e distruttivi, come i Flood, che scaraventano in tempi rapidi una massa enorme di negatività climatiche, vento, grandine, acqua, trombe d'aria insieme, in un miscuglio di eccezionale potenza distruttiva.  Il primo grande evento distruttivo di cui abbiamo memoria è stato il Ciclone Athos, che non fu caratterizzato solo dai venti impetuosi o dalla pioggia persistente.  Il Ciclone Athos fu così definito per le sue caratteristiche tropicali, per noi inedite, che si abbatterono violentemente sul territorio lasciandosi alle spalle danni per 100 milioni di euro, dei quali 50 relativi alle imprese e al mondo agricolo. La Decretazione relativa del Ministero, relativa al Ciclone Athos,  prese atto che quei danni erano stati provocati da eventi non riconducibili a quelli tradizionali, sottoposti a regime assicurativo obbligatorio. Il Decreto però non ottenne copertura, né dallo Stato, che assegnò per un evento catastrofico, solo nel 2014,  la misera somma di 620 mila Euro (somme che non siamo mai riusciti sapere come siano state spese) né la Regione, che dirottò verso il calderone generale del Bilancio i 102 milioni di euro, che erano stati  trasferiti alla Regione nei primi mesi del 2013, perché confluissero nel Fondo di rotazione per danni e calamità, a compensazione di somme già anticipate dalla Regione stessa  per sopperire alle lentezze dello Stato nella erogazione degli aiuti ai produttori.  Quelle somme, che erano state assegnate  alla Regione siciliana a seguito di una lunga trattativa tra Stato e Regione, dovevano e potevano servire a compensare, i danni subiti dai produttori alle strutture e alla produzione, a partire dal Ciclone Athos ed a prescindere dal regime assicurativo, che comunque aveva prodotto i risultati  concordati nelle polizze assicurative, ove esistenti.   Invece i soldi furono dirottati altrove e i produttori aspettano ancora. Ogni nuovo assessore non dice nulla, non sa nulla, non promette nulla. Possiamo ben dire dunque che  lo Stato e la Regione hanno tradito le  attese dei produttori, hanno rinnegato le stesse leggi che hanno approvato, col beneplacito di questa classe  parlamentare e di governo, a parte qualche eccezione minoritaria, silente e arrendevole. Che fare allora, di fronte a questa situazione? Esiste- si chiede Aiello- una possibilità di intervenire a favore delle aziende non protette da polizza assicurativa agevolata dallo Stato? Una indicazione in tal senso positiva ci viene dallo Stato Centrale.  Ma ben si  sa che quando le catastrofi colpiscono il Centro Nord, l'Italia si risveglia, e l'impossibile sino a ieri diventa possibile, mentre quando gli stessi eventi colpiscono il Sud o la Sicilia…."

"E' accaduto qualche settimana fa, qualche mese fa- dichiara infatti l'esponente di Articolo Uno che il Parlamento e il Governo approvassero una norma contenuta nel Decreto Legge 6/2/2017 n° 8 convertito con Legge 7 Aprile 2017, n° 45, ripresa nel successivo Decreto del 30 Ottobre 2017 del l Ministro Martina, dove si stabilisce tra l'altro che: << ...le imprese agricole ubicate nelle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessate dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, nonche' nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia Sardegna e Sicilia, che hanno subito danni a causa delle avversità atmosferiche di eccezionale intensita' avvenute nel periodo dal 5 al 25 gennaio 2017, e che non HANNO SOTTOSCRITTO POLIZZE ASSICURATIVE AGEVOLATE a copertura dei rischi, POSSONO ACCEDERE, agli interventi previsti per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva di cui all'articolo 5 del Decreto legislativo 29 marzo 2004, n° 102>>.  Dunque quello che era stato riconosciuto per gli Eventi calamitosi del Ciclone Athos viene sostanzialmente riproposto da Governo e Parlamento per eventi calamitosi di tipo tradizionale, come le gelate. E come si dovrebbe intervenire ora per  gli eccezionali eventi di natura tropicale che si sono abbattuti sulla fascia meridionale della Sicilia, soprattutto tra Vittoria e Acate a far data dal 5 Novembre 2017.  Occorre che la Giunta di Governo  avanzi una precisa richiesta in tal senso, proponendo una declaratoria dei danni come risultato di eccezionali eventi di natura ciclonica e richieda esplicitamente il collegamento con la normativa di deroga dal regime assicurativo, cosi' come previsto per le aziende di cui al Decreto Legislativo n ° 8 del 6 Febbraio sopra citato e del Decreto del Ministro per l'Agricoltura Martina del 30 Ottobre 2017. Nell’ultima riunione alla EX EMAIA, su questa linea è intervenuto unicamente  l’on. Giorgio Assenza, ma non mi sembra che l’Assessore abbia gradito il suggerimento.  L’Assessore ha parlato, molto e di tante cose, molte delle quali già esistenti: per esempio il “Km 0” o il Marchio Sicilia Qualità Sicura “ istituiti con Decreti Assessoriale nel 2012, ma ha voluto mantenere le distanze dal Ciclone Athos, che sembrerebbero non riguardarlo.Criticano Crocetta e Cracolici, ma non fanno nulla per rimediare….  Quando invece fare qualcosa occorre avere riguardo non allo stemma di partito ma  agli interessi della Sicilia e dei territori e farsene carico seriamente, senza trucchi meschini e inganni miserevoli. A noi è sembrata una adunata di ceto politico, di chi non ha piu’ scrupoli, di chi gioca al massacro,  e di chi cerca alibi già in partenza". 

 

 

 

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