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"Donne in rete", il laboratorio di arte tessile interculturale a Comiso

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| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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 Comiso torna di scena, con un ruolo di primo piano, la tessitura: un’antica arte di cui il territorio ibleo ha saputo nei secoli offrire punte eccelse di maestria e di bellezza; un’arte comune a tanti altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Si è così pensato di raccogliere saperi tradizionali indispensabili per riscoprire la ricchezza delle proprie radici in un’ottica innovativa di scambio, in vista della creazione di prodotti interculturali ove i saperi delle diverse culture confluiscano in forme espressive nuove, capaci al contempo di creare “reti solidali” tra persone, infondendo in esse speranza e fiducia per l’avvenire. È così che nasce il progetto “Donne in rete: laboratorio interculturale di arte tessile”, promosso dall’Ufficio per la cultura della Diocesi di Ragusa e dalla Rotary Foundation, attraverso il Distretto 2110 e il Club di Comiso.

L’inaugurazione avrà luogo lunedì 2 dicembre, presso il Centro Pastorale Francescano (sede di Comiso, presso Santuario dell’Immacolata), alle ore 19.30.

Daranno i saluti p. Biagio Aprile, direttore del suddetto Ufficio, nonché responsabile del Centro Pastorale Francescano per il Dialogo e la Pace, nel quale si svilupperà il progetto; il dott. Biagio Mezzasalma, presidente del Rotary Club di Comiso; e la prof.ssa Maria Rita Schembari, Sindaco della Città di Comiso.

Interverranno il prof. Giuseppe Di Mauro, ideatore e responsabile del progetto, e Amid Jebari, imam della comunità islamica di Comiso. Concluderà il dott. Valerio Cimino, governatore del Distretto Rotary 2110.

Il progetto, dopo una preliminare fase di indagine, ha voluto intercettare alcuni bisogni importanti del territorio, quali il rafforzamento di legami comunitari (contro atomizzazione, isolamento delle donne straniere, dinamiche di esclusione), la crescita culturale (contro certe spinte “globalizzanti”, riappropriarsi delle radici, favorire la comunicazione e lo scambio tra le culture siciliana e maghrebina in un’ottica di dono), l’integrazione e l’occupazione, ed infine la cittadinanza attiva e responsabile. Si è registrato, infatti, accanto ad una “sete di comunità”, anche il bisogno di sentirsi protagonisti nel proprio ambiente vitale, recuperando autostima, fiducia nell’altro e capacità di attivarsi per il bene comune, superando le barriere della diffidenza e del pregiudizio che degenera nell’indifferenza.

Pertanto, l’obiettivo posto è favorire l’integrazione sociale di donne provenienti da diverse culture che subiscono emarginazione, isolamento e disagi vari, utilizzando l’arte tessile quale canale privilegiato per il recupero dei saperi tradizionali, lo sviluppo della creatività e di dinamiche relazionali tese alla convivenza pacifica e alla cittadinanza attiva e responsabile.

L’arte, in tale contesto, costituirebbe uno strumento terapeutico, aggregativo, formativo, creativo e motivante, i cui risvolti spaziano dall’ambito psicologico individuale a quello del vivere comune all’insegna del rispetto e del dono reciproco.

Sono già venti le donne, 10 tunisine e 10 siciliane, che hanno iniziato a conoscersi e ad organizzarsi, nella speranza di poterne coinvolgere altre. Il laboratorio si svolgerà tutti i martedì e i giovedì, dalle 9.30 alle 12.30.  

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