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Sbarco di 524 migranti, ieri al porto di Pozzallo. Fermati i tre scafisti

Per la traversata hanno incassato 800.000 euro

| di Redazione
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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524 migranti a bordo di due imbarcazioni, un gommone con 96 persone ed un barcone con 428 migranti. Il gommone era condotto da un tunisino, BARHOUMI Tarah, nato il 28.06.1992 ed un marocchino, ISMAIL Hassan, nato il 21.10.1992, mentre il barcone era comandato da un unico soggetto di origini egiziane HAMED Mustapha, nato il 10.10.1947. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante. I migranti provenienti da diverse regioni africane (Eritrea, Somalia, Etiopia, Marocco, Egitto, Tunisia e Siria) sono stati ospitati presso il C.P.S.A. di Pozzallo.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 07:00 del 04/12/2015 l’imbarcazione M/N BOURBON ARGOS, su segnalazione della centrale operativa MRCC di Roma, si dirigeva nello specchio di mare ove era stata segnalata la presenza di una imbarcazione con a bordo nr. 428 migranti. Proceduto al soccorso dei predetti, alle ore 10,54 la Centrale operativa a seguito di altro evento SAR, inviava la stessa motonave in soccorso di un gommone carico di migranti in difficoltà. La predetta imbarcazione procedeva al soccorso di 96 migranti di varie nazionalità che, a seguito di disposizioni del Ministero dell’Interno, venivano condotti, unitamente a quelli soccorsi in precedenza (428 migranti) presso il porto di Pozzallo ove giungeva intorno alle ore 14,30 di giorno 4.12.15. Dopo aver terminato lo sbarco, i migranti venivano ospitati presso il locale CPSA.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Le operazioni di Ordine e Sicurezza Pubblica specie in occasione di eventi che vedono l’arrivo di oltre 500 migranti sono particolarmente complesse. L’esperienza maturata dalla Polizia di Stato nella gestione di tali accadimenti ha permesso all’intera macchina organizzativa di prevedere per tempo l’impiego di risorse specializzate atte a sostenere un impatto simile. Le operazioni di sbarco non hanno così avuto alcun ritardo, tanto da permettere un’immediata assistenza ai migranti. Il Funzionario dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica della Polizia di Stato, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dal CPSA ad altre regioni e l’accoglienza di centinaia di migranti. Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e tanti minori alcuni in tenerissima età. Alle procedure hanno partecipato 40 Agenti della Polizia di Stato, nonché appartenenti alle altre Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’A.S.P. per le visite mediche. Al riguardo, le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultavano complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti, così da permettere anche un immediato invio degli ospiti in altre strutture d’accoglienza. La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. In tempi record sono stati identificati centinaia di migranti approdati.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno concluso le prime fasi delle indagini in poco più di 12 ore. Le indagini con un così alto numero di migranti sono sempre molto complesse, paradossalmente è più semplice trovare testimoni in un piccolo gruppo rispetto alla massa che permette sempre di defilarsi. Nonostante tutto, anche in questo caso gli investigatori sono riusciti ad individuare gli scafisti per entrambi gli eventi soccorsi. Ancora una volta sono stati fondamentali gli interpreti che provenienti dalle stesse zone dalle quali sono fuggiti i migranti, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei fermati. Gli scafisti individuati sono stati resi edotti della possibilità di confessare ed avere in futuro uno sconto di pena ma nonostante tutto si sono chiusi in un mutismo assoluto. I migranti sono partiti da diverse regioni africane per raggiungere la Libia, per poi imbarcarsi per l’Italia con il solito periodo di attesa all’interno di capannoni dove quasi tutti hanno contratto la scabbia. Dopo un mese di attesa che le condizioni del mare fossero favorevoli sono partiti pagando circa 1.500 dollari cadauno elemento che ha permesso agli organizzatori di incassare quasi 800.000 dollari.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2015 sono 144 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 200 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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