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Maurizio Ciaculli annuncia sciopero della fame e della sete

contro l'indifferenza dello Stato nei confronti di chi denuncia la criminalità

| Categoria: Comunicati Stampa
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Di seguito il comunicato stampa inviato dallo stesso Ciaculli.

Sono deluso, amareggiato, ma non mi voglio ritenere ancora sconfitto dalle pastoie burocratiche e dalla indifferenza di apparati statali che tradiscono le buone ragioni e forti motivazioni della stessa legge 44/99, nata per tutelare gli imprenditori che denunciano le infiltrazioni. Abbiamo in Italia una buona legge antiracket, ma molti uomini dello stato la tradiscono e la mortificano, con i loro tempi morti e tentennamenti burocratici lasciando soli gli imprenditori come me che denunciano il racket. Dopo 4 anni di mie denunce e dopo tre anni e mezzo dalla mia istanza ai sensi della legge 44/99, dopo numerose istruttorie ed interrogazioni di documenti sballottati invano fra prefettura e comitato ministeriale, dopo aver assistito a violazioni evidenti della legge, che dagli stessi apparati statali non è stata rispettata in nessun dei termini della stessa previsti per esaminare e definire la pratica di accesso al fondo delle vittime, dopo aver atteso invano che i superiori enti dessero riscontro alle mie accorate richieste di corrispondere almeno la provvisionale prevista dalla legge, i cui termini stringenti anche in questo caso venivano violati, dopo aver subito, nelle more che il Ministero e la Prefettura dessero un assenso definitivo alle mie richieste, il fallimento delle mie attività imprenditoriali, il pignoramento immobiliare dei miei beni, le minacce della criminalità che mi intimava (dopo aver rifiutato 150.000,00 €. di soldi sporchi al fine di comprare il mio silenzio) di "non parlare e non denunciare", le intimidazioni con lettere minatorie ed attendati incendiari, la messa all'asta (l'undicesima per precisione) della mia casa di abitazione che sarà tenuta nei prossimi giorni, etc... Finalmente la prefettura nel mese di Ottobre 2017 mi ha risposto e comunicato la corresponsione dell'elargizione ai sensi della l. 44/99. La risposta suona come l'ennesima beffa. Lo Stato mi risponde, infatti, che pur riconoscendomi meritevole dell'accesso al fondo, avendo i requisiti personali ed oggettivi, ancora non è pronto a quantificare i danni alla mia persona ne ai soci della società nel frattempo fallita e nel mentre che ancora si prenderà per far ciò probabili mesi ed anni, visto come è stato lento ed inefficiente finora, mi liquida la somma di € 2.340 (diconsi duemilatrecentoquaranta/00 Euro) per l'incendio della mia autovettura!!! Io oggi dopo questa risposta/non risposta mi sento vittima due volte, sino a ieri ero vittima della criminalità, oggi sono vittima anche dello Stato. Ai burocrati ed ai politici non importa nulla se nel frattempo io non riesco a lavorare da cinque anni, se mi hanno minacciato, impiccandomi il gatto davanti casa,bruciato l' auto, il magazzino, e messo in vendita casa e campagne, se perderò la casa tra pochi giorni perchè non ho come sanare i debiti ne riavviare alcuna attività aziendale. Hanno fatto finta di rispettare la legge 44/99 dicendomi "aspetta e spera e intanto aspetta l'elemosina". Questa è la negazione dello spirito della legge 44/99. Questa è la resa degli imprenditori che denunciano dinanzi alla mancata tutela ed al mancato rispetto dello Stato. E io non mi arrendo e protesto...e denuncio. Ma questa volta denuncio la disattenzione e la lentezza dello Stato burocrate e incapace di dare risposte a chi lotta e denuncia per i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana. Gli organi di Stampa e le TV sono invitate alla conferenza stampa che si terrà mercoledì 14 marzo ore 11 presso prefettura di Ragusa.

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