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Il piatto della tradizione conteso: la Cuccia di Santa Lucia, bontà tutta siciliana

| di Orazio Rizzo
| Categoria: Gusto
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Ogni tradizione porta in sé un significato profondo dal sapore antico, che spesso affonda le proprie origini e radici in tempi remotissimi.

È dato certo che molte tradizioni e feste cristiane oggi, soppiantarono e sostituirono riti e festività pagane che celebravano divinità vari legati a svariati culti; alcune ricordavano il susseguirsi delle stagioni, altre ancora utilizzavano i prodotti della terra, tipici di quel periodo, altre eventi legati a fatti prodigiosi o miracoli compiutisi  in quel dato giorni.

Le feste liturgiche legate ai santi o a Cristo, in genere, sono sempre accompagnate anche da una antica e tradizione culinaria. Ad ogni ricorrenza o festa, oltre al rito ed al significato religioso, è quasi sempre legato un piatto, una pietanza tipica che è entrata con determinazione nell’orbe culinario siciliano. Ovviamente con variante legate al territorio.

Per ogni ricetta possiamo trovare svariare interpretazioni, che si tramandano da madre in figlia, da una generazione all’altra;  per non parlare poi della “paternità” di un piatto o di un altro, di una tradizione o dell’ latra, come nel caso dell’ arancin*!

Uno di questi piatti tipici è la “cuccia” (foto repertorio ) che la tradizione impone di preparare e mangiare ogni anno il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia, martire siracusana. Palermo e Siracusa ne vantano entrambe la paternità pur se con un secolo di differenza e con modalità differenti di preparazione.

La leggenda narra che in Sicilia ci fu una lunga carestia e la gente moriva di fame. Si fecero allora delle preghiere per chiedere l'aiuto divino e proprio il giorno di Santa Lucia, il 13 di dicembre, giunse nel porto di Palermo (per i siracusani era il porto di Siracusa nda) una nave carica di grano. Il grano fu subito distribuito e la gente, per non perdere ancora del tempo per macinarlo e trasformarlo in farina e poi in pane o pasta, lo cucinò così com'era. Da allora, in segno di riconoscenza il giorno di Santa Lucia, ritenuta l'artefice del miracolo, non si mangiano pane e pasta ma la cuccia. Secondo tradizione.

La cuccia è un dolce a base grano  che viene ammollato per circa 3 giorni in acqua e poi cotto e mescolandolo alla ricotta ed alla frutta candita, alle scaglie di cioccolato e nelle variante, alla cannella o arricchito con noci e arance.

Verosimilmente il piatto è un residuo della tradizione cristiana di rito greco, che in Sicilia sopravvisse per secoli, di ricordare la festività maggiori con un piatto simile o identico, segno beneaugurante e di abbondanza. Prova provata è il fatto che in molti territori di cultura e fede ortodossa, ancora oggi si usa preparare un piatto tipico e molto simile alla cuccia siciliana, con le stesse motivazioni e tradizioni.

 

Orazio Rizzo

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