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“A Tutto Volume” e quella strana allergia al pensiero di destra

| di Concita Occhipinti-Ufficio Stampa
| Categoria: Politica
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La decima edizione di “A Tutto Volume” non si smentisce: nessun ospite di destra, nessun autore indipendente, la solita passerella di intellettuali per lo più di sinistra. A rimarcarlo sono il coordinamento provinciale e quello cittadino di Ragusa di Fratelli d’Italia, che lamentano la totale assenza di voci fuori dal coro, oggi come ieri, in una manifestazione che però riceve cospicui finanziamenti sia dal Comune di Ragusa che dalla Regione Sicilia. Basta sfogliare il programma di questa edizione (ma non diversamente andava nelle edizioni passate), per accorgersi che tra gli invitati non vi è un solo pensatore, giornalista o politico di (centro)destra: non un Marcello Veneziani (che peraltro ha da poco pubblicato un nuovo libro), non un Pietrangelo Buttafuoco, non un Alessandro Meluzzi, non un Giordano Bruno Guerri, non un Vittorio Feltri o un Maurizio Belpietro; nemmeno un filosofo come Diego Fusaro, certamente non di destra ma comunque avverso alla “formula” del pensiero unico. Il libro-intervista a Matteo Salvini, che è da molte parti additato come il caso editoriale dell’anno? Non pervenuto. Dall’altra parte, invece, sfilano nomi come quelli di Walter Veltroni, Massimo D’Alema, Elsa Fornero, Piergiorgio Odifreddi, Antonio Padellaro, ecc.: tutti pronti a godere indisturbati della luce dei riflettori e a propugnare le loro tesi senza un valido contraddittore. A 10 anni di distanza dalla prima edizione, sarebbe auspicabile che una manifestazione così importante e apprezzata, capace di riempire le vie del centro di Ragusa per quattro giorni nel sacrosanto segno della diffusione della cultura, desse finalmente un segnale di apertura a quelle voci alternative finora poco o per nulla rappresentate; voci che esistono, sono forti, sono prestigiose e, alla luce dei risultati delle ultime elezioni europee, rappresentano oltre la metà dei cittadini che, con le loro tasse, contribuiscono a finanziare anche manifestazioni come questa. Non sarà che questa strana “allergia” nei confronti del pensiero di destra celi, in realtà, una forma di censura non diversa da quella messa in campo nel Salone del Libro di Torino?

Concita Occhipinti-Ufficio Stampa

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