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"Riprendiamoci la città", la manifestazione. In centinaia in Piazza per dire: Io ci sto!

| di Orazio Rizzo
| Categoria: Territorio
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Si sono dati appuntamenti in Piazza del Popolo, cuore pulsante della città, i giovani degli Istituti scolastici di Vittoria, le Associazioni, i Club Service, le comunità parrocchiali, parte del Clero cittadino, ma soprattutto tanta “gente onesta”, gli uomini e le donne di Vittoria, per partecipare alla manifestazione “Riprendiamoci la Città- Io ci sto”, organizzata dalla Fondazione Il Buon Samaritano, dopo i recenti fatti di cronaca che hanno interessato il Comune ipparino.

Sono partiti ognuno dai loro luoghi: scuole, piazze, le proprie abitazioni, per riunirsi e manifestare – pacificamente - che non ci stanno ad essere bollati quale membri di una comunità mafiosa, violenta ed affaristica, per iniziare un percorso comune e disegnare un nuovo itinerario fatto di legalità, presa di coscienza ed impegno personale, per affrancarsi dalla nomea di città-macello.

La Piazza gremita, come nelle migliori occasioni, senza bandiere o slogan di parte, animata solo dalle voci dei giovani e dei tanti applausi che più volte hanno interrotto gli interventi di chi ha avuto il coraggio di andare via e di ritornare per “cambiare le cose da dentro”, di chi vive le difficoltà quotidiane del sistema, di chi spera ancora in un futuro migliore per questo giovane Comune, troppe volte ferito a morte ed umiliato.

Una manifestazione pacifica che ha voluto dare un segnale, forte, chiaro, inequivocabile: cambiare il corso della storia, di intraprendere nuovi percorsi, quelli delle buone prassi e della condivisione di progetti comuni. E alla fine “si sono ripresi la città” in modo figurato e simbolico, ma non per questo meno incisivo e dal profondo significato.

“Anche noi oggi – come 30 anni fa cadde il muro di Berlino - vogliamo abbattere altri muri, con il martello della nostra volontà, della nostra dignità, E questo muro oggi lo vogliamo buttare giù da questa piazza, centro della città, luogo della cultura, del lavoro, degli incontri e della speranza. Noi siamo i proprietari dei questa piazza, Ci appartiene”.

Così commenta Don Beniamino Sacco, presidente della Fondazione Il Buon Samaritano, durante il suo accorato intervento, richiamando tutti ad una piena e consapevole assunzione di responsabilità, lanciando alla piazza un forte appello alla speranza e all’ impegno civile.

“Non possiamo rimanere alla finestra e stare a guardare – continua nel suo intervento Don Sacco – rintanati nel nostro piccolo mondo. Non possiamo soltanto lamentarci: il lamento fine a se stesso diventa disperazione. Ragazzi la storia la fate voi, la scrivete voi. Il nostro ritrovarci non rappresenta un punto di arrivo, ma di partenza, di svolta, insieme vogliamo fare cordata, da uomini liberi, senza sottostare a nessuno. Nessuno può calpestare la nostra dignità e la nostra libertà – chiosa padre Beniamino - occorre denunciare il sopruso e il malaffare. Partendo da qui potremmo infine raggiungere grandi prospettive”.

Vittoria c’era. La gente onesta c’era. La parte sana della città c’era. I giovani erano presenti. C'era anche una folta delegazione degli ospiti della Fondazione, immigrati che vivono a Vittoria e che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza alla città che li accoglie e dove vivono con le loro famiglie.

Adesso possiamo ripartire con uno slancio in più: quello di sapere di non essere più soli!

 

(credito fotografico Vittoriadaily)

 

           

 

 

 

 

Orazio Rizzo

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