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Padre Gaetano La China, vittoriese illustre "dimenticato". A 135 anni dalla scomparsa

| di Orazio Rizzo
| Categoria: Varie
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Centotrentacinque anni fa, esattamente il  20 Gennaio del 1885, si spegneva il Padre Gaetano La China, Cappuccino, insigne figlio della nostra terra, della nostra città di Vittoria, figura poco noto – purtroppo – e poco conosciuta che andrebbe ricordata come merita tra le “eccellenze” del nostro recente passato.

“Letterato insigne, profondo Teologo, poderoso Oratore, scrittore forbito e di lingue antiche e conoscitore fu”, come si legge sul suo ritratto, il Padre Gaetano era nato a Vittoria il 4 Novembre 1815  dal Dott. Ferdinando La China e da Concetta Occhipinti. Ben presto si sentì chiamato da Dio ad intraprendere in una via più di perfezione e lasciò la famiglia nel 1831, a soli 16 anni, vestendo l’umile saio francescano,  entrando tra i Frati Minori Cappuccini e assumendo, secondo la usanza dell’ epoca , il nome di Fra Gaetano.

Fu presto ordinato Sacerdote, Lettore di Filosofia e di Teologia e poi quello di Sacra Eloquenza, ancora svolse importanti compiti in seno al suo ordine: Predicatore e Guardiano in vari Conventi, segretario del Provinciale Padre Lorenzo di Aidone e Definitore nel 1852 .

La Sua fama si diffuse per tutta l’isola e non solo e nel 1858 venne eletto socio corrispondente del gabinetto letterario e di storia naturale di Siracusa, nell’anno seguente occupò il posto di vice rettore della madre chiesa di Vittoria, nel 1863 fu scelto socio corrispondente del gabinetto letterario scientifico di Ragusa.

Nel 1866, dopo le avverse leggi di Soppressione del neonato Regno d’ Italia, fu costretto a deporre il Suo abito da Religioso e ad indossare l’ abito del clero secolare e costretto – come tutti i religiosi dell’ epoca – ad abbandonare il convento e far rientro a casa tra i suoi parenti , tra cui il  fratello Sacerdote Federico La China, che fu Arciprete e Parroco di Vittoria e Prelato Domestico di Sua Santità.

Fu ancora socio corrispondente della Societa’ Italiana di storia e di archeologia di Firenze, Presidente della Congregazione di Carità di Vittoria , membro della commissione ampelografica per la provincia di Siracusa , direttore della sotto-stazione meteorico-agraria di Vittoria e finalmente nel 1883 socio corrispondente della Regia  Accademia Stesicorea di Catania e tutto ciò dimostra l’alta stima in cui era tenuto per i suoi pregi, la sua intelligenza e fu definito dai contemporanei: dotto e devoto , amico , sincero , cittadino integro , sacerdote fervido , religioso esemplare.

Scrisse molto e la Sua La sua principale opera  inedita fu quella detta LA CLEMENTINA , quale per sua ultima volontà donò al M. R. P. Eugenio da Sortino, allora Provinciale dei Cappuccini che cercò di pubblicare, ma invano, opera ancora esistente presso la biblioteca provinciale dei Padri Cappuccini di Siracusa.

Si spense dopo lunga malattia a Vittoria, il 20 Gennaio del 1885, figura di eccezionale intelligenza e perspicacia che andrebbe valorizzata e riproposta alla Città come “cittadino illustre” e come esempio di uomo, sacerdote, storico e letterato.

 

(Notizie sulla vita e sulle opere, rielaborate dalle: Memorie storiche dei Frati Minori Cappuccini della Provincia monastica di Siracusa , raccolte e pubblicate dal M.R.P. Samuele Cultrera,  Ministro Provinciale della stessa  1895 ) .

 

 

Orazio Rizzo

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