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Il Policlinico San Matteo di Pavia diventa “set” per lo straordinario progetto di Giuseppe Di Giorgio

Intervista su Focus

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Un’incredibile esperienza al vertice di un tema scottante ed urgente come la Sanità. Per quale motivo hai voluto intraprendere questa avventura?

La sanità rappresenta un punto di riferimento importante per la tutela della nostra salute. Spesso e volentieri si parla di "Malasanità", e lo si fa in maniera molto impulsiva, infatti, basta una piccola lamentela da parte del cittadino per far partire subito, senza la minima riflessione, una critica diretta che, a sua volta, colpisce in maniera negativa quella fetta maggiore di personale sanitario che offre prestazioni eccellenti non solo a livello medico/infermieristico ma soprattutto umano. Io posso dire che nel nostro ospedale, l'I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo di Pavia, sono state salvate tantissime persone grazie ai trapianti di organi solidi, di cure specifiche e terapie mirate, ma soprattutto grazie a quel "condimento aggiunto" chiamato amore, rispetto e grande professionalità nei confronti del prossimo e non dimentichiamoci che quel prossimo "Siamo Noi". Non è del tutto vero quando si sente dire "quel medico è stato freddo con me" oppure "non ha avuto un filo di umanità"; la verità è che un'equipe medica ha una mole di lavoro pazzesca e quindi andrebbe valutata e compresa nel contesto di appartenenza perché non possiamo paragonare un gruppo che lavora in sala operatoria d'urgenza con un gruppo che svolge l'attività in un reparto di degenza medica, questo solo per dire che tutto ciò che concerne la presa in carico del paziente nella sua globalità ha un percorso preciso e ben dettagliato, poi c'è anche da dire che non tutti siamo uguali, ci sono anche delle persone riservate, magari poco espansive, ma questo non significa che non ci si prende cura del paziente, anzi. Detto questo, la scelta di inserire questo tema e sottolinearne l'importanza si basa principalmente sul desiderio di voler ringraziare tutti coloro che si prendono cura di noi nei momenti difficili, persone che possiamo tranquillamente chiamare "Angeli Custodi". Desidero far notare, seppur attraverso un film, le difficoltà che si presentano durante un'emergenza sanitaria,la sua organizzazione e soprattutto la responsabilità che ogni operatore assume durante il proprio intervento. Fiducia nella sanità, fiducia in chi opera all'interno di questo settore, ecco il mio messaggio, non facciamoci oscurare da una piccola nuvola quando abbiamo un cielo pieno di luce e speranza. Noi italiani siamo la migliore sanità esistente al mondo, non voglio fare paragoni con nessuno, ma siamo gli unici a garantire assistenza a tutti, quindi non lamentiamoci delle briciole, quando si mangia, soprattutto in abbondanza. Le briciole sono il risultato di un ottima pietanza, quindi portiamo pazienza, siamo meno egoisti, affidiamoci a coloro che cercano di migliorare la nostra salute attraverso la loro assistenza usando tutti i mezzi che hanno a disposizione. Questo dev'essere un ulteriore messaggio di fiducia e di speranza per tutti coloro che hanno vissuto episodi negativi, a loro dico: diamo sempre una possibilità in più, ricordiamoci che sono persone che curano persone, non sono robot o alieni, aiutiamoli sempre per far sì che possano dare il massimo delle loro possibilità.

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