Danneggiata Villa romana del III secolo d.C. Antichi reperti distrutti a "picconate"

Orazio Rizzo
29/06/2018
Territorio
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“La madre degli ignoranti è sempre incinta”, recita un antico detto popolare e nel nostro caso possiamo aggiungere anche “degli incivili”.

Nei giorni scorsi, infatti, in contrada Cifali, territorio del Comune di Chiaramonte Gulfi, ai piedi dei Monti Iblei un gruppo di ignoti tombaroli ha danneggiato i resti di una villa romana (o una “statio”) del III secolo dopo Cristo, i cui lavori di scavo sono stati finanziati dalla Loyola University of Chicago, sezione della "John Felice Rome Center, diretti dal professore Sander Evers  e coadiuvati da un team di archeologi locali, diretti dal professore Antonino Facella.

Il sito, sul quale si scava da circa tre anni, testimonia  la presenza di una comunità di epoca romana nella zona dove si trovava l'antica sorgente di Cifali.

I balordi hanno “picconato” alcune parti del sito, danneggiando gravemente un Calidarium, precedentemente riemerso ritrovato intatto, con le pareti in cocciopesto integre, usato molto probabilmente per i bagni e i tubuli in terracotta che servivano a riscaldare l'acqua. Inoltre sono state rinvenute sul terreno delle buche scavate dagli stessi ladri forse alla ricerca di metalli preziosi o di monete.

Sul posto si portava anche la Polizia scientifica per i rilievi del caso, insieme al Sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri.

Un atto esecrabile, ingiustificabile, che la dice lunga sul grado di inciviltà purtroppo ancora vivo e che spesso si manifesta in modo ignobile, solo da condannare.

(foto: foto NuovoSud.it)

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