"Da oggi ci metto la faccia". Lettera aperta del Consigliere Frasca sulla situazione di Piazza Manin

Orazio Rizzo
21/07/2018
Territorio
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Si sente spesso parlare di lotta alla criminalità, di misure forti, di ampie indagini che portano ad arresti “eccellenti” e ad operazioni virtuose che assicurano alla giustizia malfattori e criminali.

Il plauso è unanime per il duro lavoro e l’enorme sacrificio delle Forze di Polizia, poste a tutela del cittadino e dl territorio, spesso anche a rischio della propria vita.

E per la micro criminalità?

I piccoli spacciatori, i piccoli ladruncoli, i “trasgressori“ della Legge che fanno poco notizia ?

Qui la faccenda si complica!

Riceviamo e pubblichiamo la Lettera aperta del Consigliere Comunale Stefano Frasca, che denuncia una sofferenza vissuta e condivisa anche da molti cittadini. E’ il caso di Piazza Manin !

Una storia triste e breve: uno spacciatore denunciato, arrestato e rimesso in libertà dopo neanche 48 ore.

“Dopo 48 ore lo spacciatore è di nuovo in piazza Manin! Oggi ho letto con grande soddisfazione il comunicato della Questura di Ragusa e sul quotidiano “La Sicilia – cronaca di Ragusa” circa l’operazione di Polizia svoltasi in piazza Manin. Ogni giorno attraverso questa piazza per recarmi al mio negozio e, con estremo stupore, quasi incredulo, pomeriggio ho incrociato lo sguardo della persona presente nel video della Polizia di Stato. Mi sono chiesto se avessi visto bene e sono passato nuovamente da dalla Piazza e ho constatato, con certezza, che avevo visto fin troppo bene. Non so quanto durerà questa situazione, ma da oggi ci metto la faccia, con denunce e video, perché è inammissibile che un cittadino denunci un reato - anche grazie ai nuovi strumenti messi in atto dalla Polizia di Stato - e dopo 48 ore la persona denunciata e fermata dalla Polizia venga rilasciata. Lo spacciatore è pronto nuovamente a vendere morte! Tutto questo rende vano il lavoro degli organi predisposti al controllo del territorio, ma soprattutto, come questa volta, rende vano il coraggio avuto dai cittadini”.

Uno sfogo deciso, da cittadino arrabbiato, che da voce non solo ai residenti ma a tutti coloro che non si riconoscono in questo modo “sbrigativo” di fare giustizia e rivendicano il diritto alla sicurezza ed alla tutela del territorio e dei propri figli. Metterci la faccia è segno di civiltà e libertà.

#mettiamocilafacciaanchenoi

Il video si potrà seguire sul profilo social Facebook Stefano Frasca

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