Pomodoro dal Sahara: il Comitato anticrisi Agricoltura Sicilia "dice no"!

Orazio Rizzo
30/07/2018
Associazioni
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La pressante crisi economica non ha risparmiato nessun settore:alimentare, industriale, commerciale e nella fascia trasformata in particolare, quello agricolo. A pagarne le spese sono soprattutto i nostri agricoltori che, asfissiati dai prezzi bassissimi, non riescono a chiudere in positivo una campagna senza doverci anche rimettere le spese!

Da più parti si alza forte il grido di protesta e di insofferenza che spesso viene fomentata e alimentata dalla politica, interessata più a concludere accordi bilaterali tra Stati - spesso a discapito del “piccolo pesciolino” - piuttosto che sostenere la piccola impresa che altrimenti non riuscirebbe più a tirare a campare.

In questi anni, molti di questi accordi hanno strozzato, come un cappio al collo, i nostri agricoltori costretti a “svendere” il prodotto pur di competere con merce proveniente dalla fascia magrebina o israeliana e destinata alla grande distribuzione a discapito del nostro ottimo prodotto locale.

La conseguenza è la mancata commercializzazione del prodotto e il dissesto di tanti agricoltori costretti al lastrico.

Non ci sta il Comitato anticrisi Agricoltura Sicilia che al grido “i produttori siciliani non ci stanno”, ha indetto stamattina un momento di protesta davanti al cancello del Mercato ortofrutticolo, per le ore 7.00, per dire NO all’ ingresso, paventato e “benedetto” dalla Comunità europea, di 5000 ettari di pomodoro del Sahara occidentale.

 

 

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