Da sempre le parrocchie hanno messo a disposizione locali per le attività giovanili della comunità, sedi per gli Scout, per gruppi e movimenti ma anche appezzamenti di terreni, adiacenti o poco lontani, luoghi dove poter far giocare i ragazzi in tutta sicurezza e serenità.
A San Giovanni Bosco va il merito d’aver “inventato” ed istituito il primo oratorio per ragazzi, dove i giovani avevano la possibilità di crescere, giocare, imparare un mestiere e stare insieme.
I “campetti” erano a Vittoria vere e proprie istituzione del recente passato, basti pensare al famoso “campetto di padre Santoro” ed a quello di San Francesco, voluto da padre Bella. Terreni dove poter esercitare liberamente uno sport – generalmente il calcio – confrontarsi, dialogare e vivere più da vicino la vita ecclesiale. Punti di riferimento per la passata gioventù che riusciva a divertirsi con poco e senza troppe pretese.
Con il tempo i campetti sono stati abbandonati al loro destino o utilizzati di tanto in tanto, da gruppi di appassionati ma senza troppa enfasi. I ragazzi oggi preferiscono applicarsi in altro piuttosto che affrontare il caldo, il freddo, la fatica, qualche sbucciatura pur di vincere una partita ed affrontare la squadra avversaria, magari del quartiere vicino.
Uno di questi, il campetto a San Francesco di Paola, da tempo versava in pessime condizioni e non garantiva più la sicurezza necessaria a giocare in tutta serenità; rete divelta, pali abbattuti, insomma necessitava di un urgente, quanto tempestivo, restauro.
Un generoso e provvidente parrocchiano, il sig. Gianni Denaro, ha deciso di “sponsorizzare” i lavori di ripristino totalmente a sue spese, caricandosi ogni onere economico per riportare il campo ai suoi antichi lustri.
Sabato 24 novembre 2018 con inizio alle ore 20.00, infatti, alla presenza del Vescovo Cuttitta, del parroco Don Salvatore Mallemi, del sig. Denaro e della comunità tutta, sarà inaugurato il nuovo campetto a 5.
Un generoso, ma ancor di più prezioso, gesto di solidarietà e condivisione dei problemi della comunità e dei giovani, a carico di un privato cittadino desideroso di lasciare ai posteri un “bene” da conservare, custodire e valorizzare.