Ieri pomeriggio, gli alunni della classe III E dell'Istituto Comprensivo “F. Traina” di Vittoria, preparati ed accompagnati dalle professoresse Giusianna Brugoletta, Sandra Contrafatto e Venusia Palma, nell'ambito del progetto compito di realtà dal titolo Il fenomeno immigrazione: una traversata tra sogno e realtà, hanno fatto visita agli immigrati del centro di accoglienza di Don Beniamino Sacco, presso la parrocchia dello Spirito Santo. “Da noi le porte, reali e del cuore, sono sempre aperte - ha detto Don Beniamino, agli alunni che lo seguivano con attenzione e meraviglia – perchè amare vuol dire accogliere e, accogliere il nostro prossimo proveniente da ogni parte del mondo, senza distinzione del colore della pelle, della razza, della lingua, della religione, vuol dire attuare il principio più importante del nostro essere cristiani”. Da quando don Beniamino, nel 1990, ha preso la cura pastorale di questa parrocchia, ha voluto sempre schierarsi al fianco degli ultimi e degli emarginati, diventando di fatto un parroco di frontiera. Un operato costante e tenace, un cammino difficile e veritiero: nella sua strada egli ha soccorso oltre ventimila migranti provenienti dalla Tunisia, dall’Egitto, dal Marocco, dal Senegal, dalla Cina e da tante altre nazioni. Una presenza di donne, uomini e bambini che lo hanno spinto a creare un vero centro di accoglienza dal nome “Il buon samaritano”. Ogni giorno, presso il centro, vengono alloggiate e nutrite circa 140 persone. Tutto è cominciato da un magazzino usato come dormitorio; in seguito sono state realizzate le stanze, lo spazio per il pranzo, i servizi igienici, un cortile e un campetto sportivo. Oggi anche con un’azienda agricola. Durante l'incontro, gli alunni hanno avuto la possibilità di fare un'intervista in lingua inglese e tradurre le risposte che ricevevano, a due immigrati del centro che hanno vissuto la terrbile esperienza di arrivare da noi al bordo dei “barconi”, di assistere alla morte dei non sopravvissuti, di patire il freddo e la fame, di provare tanta disperazione, di rischiare di morire in mare perché per loro è meglio morire così che vivere e morire ogni giorno nel loro paese. Un incontro toccante che ha dato la possibilità ai ragazzi di avvicinarsi ad una problematica vera e di dimensioni sempre più vaste. “La carità non conosce limiti e non fa distinzioni: aprirsi al prossimo vuol dire scrivere la storia”, ha concluso Don Beniamino, esortando i ragazzi a vivere una vita senza barriere. Grazie Don Beniamino per questo dono!