Cosa resta del decreto dignità?

08/02/2016
Attualità
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Correva il mese di luglio dello scorso anno ed entrava definitivamente in vigore il tanto discusso Decreto Dignità, con cui state introdotte delle limitazioni molto importanti alle sponsorizzazioni in ambito sportivo del gioco d’azzardo. Non solo, visto che anche tutto il comparto pubblicitario è stato completamente rivoluzionato.

I casinò online, al giorno d’oggi, esattamente al pari di quelli tradizionali, non possono più diffondere alcun spot pubblicitario in televisione o tramite gli altri canali di comunicazione più noti. Sono le lotterie, in realtà, l’unico gioco che, in fin dei conti, è stato esentato da questo tipo di provvedimento.

Gli obiettivi del Decreto Dignità

Il Decreto Dignità ha lo scopo ultimo di ridurre sempre di più i casi di ludopatia, cercando in modo particolare di tenere lontani i più giovani dalle dipendenze legate al gioco d’azzardo. In tal senso è da leggersi la scelta di bloccare ogni tipo di pubblicità dalle varie piattaforme di gambling online.

L’Agcom ha rilasciato in seguito delle linee guida, in modo tale che tutti gli operatori del settore potessero uniformarsi a tali novità nella disciplina. In realtà, però, emerge come alcune attività di carattere informativo siano in ogni caso consentite da parte delle società che sono specializzate nel gioco d’azzardo, anche se le limitazioni sono numerose.

Giusto per fare qualche esempio, ci sono diversi portali che garantiscono tante informazioni utili per poi scegliere i bookmakers affidabili e più vantaggiosi. Tutte queste piattaforme che offrono dei servizi informativi, come ad esempio recensioni, oppure confronti di quote e analisi dei diversi giochi che vengono messi a disposizione da parte delle società, possono proseguire nel loro operato, a patto ovviamente che non vadano a incentivare il gioco e le scommesse.

Come dicevamo in precedenza, sia le pubblicità dirette che quelle indirette sono vietate. Stesso discorso per l’impiego di tutti quei testimonial, alcuni anche sportivi famosi, che hanno rivestito un ruolo di primo piano negli ultimi anni nei vari spot che si sono susseguiti in televisione.

Attenzione, però: tutte queste limitazioni vanno a colpire le società di gambling online che hanno la sede all’interno dei confini italiani. Invece, non subiscono queste restrizioni le società d’azzardo che hanno la sede all’estero, ma che operano anche in Italia. Queste ultime, quindi, avranno la possibilità di continuare a rispettare unicamente le normative europee, che presentano delle limitazioni decisamente meno stringenti in confronto a quelle italiane.

Serve più chiarezza, che ancora manca

Dando una lettura ai vari articoli legati al gioco d’azzardo presenti nel Decreto Dignità e alle linee guida che sono state rilasciate da parte dell’Agcom, è abbastanza facile intuire come non ci sia un quadro ben definito, ma che, al contrario, l’argomento sia in bilico tra le direttive europee e quelle italiane.

Emerge subito, infatti, come non ci sia sufficiente trasparenza e chiarezza delle norme che sono state emanate e che sono entrate in vigore. È richiesta maggiore uniformità per i vari operatori del settore e una delimitazione più precisa delle collaborazioni con le aziende di gambling. Infatti, all’apparenza non sembra, ma in realtà ci sono ancora degli spazi per poter lavorare in modo serio, costruttivo e responsabile, battendo il chiodo sulla qualità dei contenuti che vengono offerti.

È chiaro che l’efficacia di quanto previsto dal Decreto Dignità si sarebbe dovuta valutare con l’emanazione di una legge specifica dedicata al gioco d’azzardo, che potesse finalmente provvedere a regolare nella maniera più chiara e ampia possibile questo settore. Invece, almeno fino ad ora, non sono arrivati segnali di vita dal Governo. Questa situazione di impasse e di stallo, in realtà, potrebbe anche finire con il favorire quelle società che operano in modo illegale, oppure delle società straniere rispetto a quelle che hanno sede in Italia e che rispettano le varie normative di riferimento, oltre ad avere le licenze AAMS.

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