Dal Catania alla Salernitana: ecco a voi Mascara, l’attaccante con la valigia sempre in mano

Un bomber che ha girato l’Italia e non solo

09/02/2017
Attualità
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Gli attaccanti non sono tutti uguali: alcuni di loro decidono di trascorrere l’intera carriera vestendo un’unica maglia – pochissimi a dire il vero – altri scelgono invece di vestire più maglie e di calciare il pallone da luoghi ogni volta diversi. Tra gli attaccanti che hanno optato per questa seconda strada c’è sicuramente Giuseppe Mascara che ha girato l’Italia, avendo militato tra le altre cose per il Catania, il Palermo, la Salernitana e il Napoli, e gli Emirati Arabi Uniti, avendo militato per l’Al-Nasr. Quest’attaccante con la valigia sempre in mano insomma non si è fatto mai mancare nulla in quasi 20 anni di calcio giocato. Un’altra cosa che non si è mai fatto mancare è il goal: Mascara ha segnato praticamente ovunque è stato. E non ci riferiamo solo ai goal segnati con la maglia del Catania – 58 in oltre 226 apparizioni – ma anche a quelli con Novara e Pescara. C’è stato un solo club, anche se chiamarlo club non sarebbe propriamente corretto, con cui ha giocato una sola partita e non ha segnato ed è quello della Nazionale italiana. Nel 2009 a 29 anni di età, Mascara ha indossato la maglia azzurra durante l’amichevole Italia-Irlanda del Nord 3-0 offrendo un assist d’oro per il goal di Giuseppe Rossi. Un momento indimenticabile, anche perché Mascara è stato il primo tesserato del Catania a giocare con la Nazionale. Non avrà segnato quella volta ma almeno ha convinto tutti! Ci credereste se vi dicessimo che c’è stata una piazza in cui ha giocato e dove non ha convinto?

Dall’occasione mancata con la Salernitana alla partita di Europa League con il Napoli

Mascara ha fatto bene praticamente ovunque è andato, tranne forse con la Salernitana. Nel 2001 con i granata è sceso in campo in una sola partita – quella persa contro la Sampdoria – realizzando però il goal della bandiera. Peccato averlo visto indossare quella maglia una sola volta soprattutto perché Mascara in carriera è sempre stato un bomber che di goal ne ha fatti. Ogni volta che è sceso in campo con continuità ha lasciato il segno. E con i granata purtroppo questo non è accaduto. Peccato perché se il suo apporto poteva fare comodo alla Salernitana di 20 anni fa, per assurdo farebbe comodo anche alla Salernitana di quest’anno che ha bisogno di segnare per giocarsela fino in fondo e tornare dopo tanto tempo In Serie A. Considerando che i granata hanno dimostrato di essere tornati in forma dopo la batosta con l’Empoli, se possiamo offrirvi dei consigli relativi alle scommesse calcio vi diremmo di puntare sulla Salernitana in A. Detto questo, torniamo a narrare le gesta dell’attaccante con la valigia sempre in mano che se con la maglia granata non è stato fortunato con quella azzurra del Napoli di sicuro non è stato sfortunato. Nella stagione 2011-2012 a 31 anni con i partenopei ha esordito in Europa League. La partita era Napoli-Villareal ed ha rappresentato il punto più alto della carriera di Mascara. Un bel riconoscimento per un campione con la valigia sempre in mano che l’Italia l’ha girata in lungo e in largo.

Un attaccante versatile

Un attaccante come Mascara oggi verrebbe etichettato come versatile. Giuseppe in carriera ha giocato non solo in attacco ma ha presidiato anche la fascia sinistra ai tempi di Catania. Non possiamo definirlo un quinto di centrocampo, ovvero una moderna ala che corre avanti e indietro per 90 minuti, ma sicuramente un esterno di fascia vecchio stampo. Vecchio stampo, ossia? Ossia un fluidificante che aspettava che arrivasse la palla i piedi e che difficilmente avrebbe rincorso gli avversari insieme ai compagni della linea difensiva. D’altronde alla fine degli anni ’90 ogni ruolo aveva il suo compito ben specifico, non come oggi dove ogni calciatore deve sapere fare un po' di tutto. Non lo sapremo mai, ma se Mascara avesse giocato oggi a pallone, e non più di 20 anni fa, molto probabilmente non avrebbe segnato qualcosa come 151 reti. Correre d’altronde appanna la mira, quella mira che Giuseppe ha sempre avuto quando doveva inquadrare la porta avversaria.

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