Il “Dramma Sacro” torna al centro della vita cittadina con un appello chiaro alla partecipazione collettiva e alla condivisione. ,
“I parti”, in fondo, sono un rito comunitario che vive grazie al contributo diretto del pubblico.
In una nota, gli organizzatori del Il Dramma Sacro sottolineano come l’evento rappresenti un’esperienza condivisa che coinvolge non solo chi assiste fisicamente in piazza, ma anche chi segue a distanza. In questa prospettiva, viene rilanciato un invito esplicito ai presenti: utilizzare i propri dispositivi mobili per trasmettere in diretta sui social le immagini e i momenti dello spettacolo, anche in versione integrale.
L’obiettivo dichiarato è quello di amplificare la portata dell’evento attraverso una diffusione spontanea e diffusa, affidata direttamente ai partecipanti. Chi sarà presente in piazza viene incoraggiato a diventare parte attiva della narrazione, condividendo contenuti sui propri profili e taggando la pagina ufficiale, così da consentire una raccolta e una redistribuzione coordinata delle dirette e dei video.
Accanto a questa dimensione partecipativa, gli organizzatori hanno voluto richiamare anche l’intenso lavoro che ha preceduto la rappresentazione. Le prove si sono svolte per un’intera settimana in condizioni meteorologiche spesso avverse, con pioggia battente e temperature rigide. Un contesto che ha reso particolarmente impegnativo l’allestimento e la preparazione, mettendo a dura prova il cast, i figuranti, l’orchestra e il personale tecnico. Nonostante le difficoltà, il lavoro è proseguito senza interruzioni significative, sostenuto da un forte senso di responsabilità e dalla volontà di garantire alla comunità il tradizionale appuntamento.
Gli organizzatori evidenziano inoltre come (diversamente a quanto circolato in queste ore sui social) non vi sia alcuna restrizione alle riprese, chiarendo che l’uso dei dispositivi personali e la condivisione dei contenuti rappresentano una pratica libera e incoraggiata, soprattutto in un contesto pubblico.
L’iniziativa punta quindi a creare una rete partecipativa che estenda l’esperienza oltre i confini fisici della piazza, raggiungendo anche chi non può essere presente per motivi di salute, età o distanza. Un modello che trasforma il pubblico da semplice spettatore a protagonista attivo della diffusione dell’evento, rafforzando il legame tra tradizione, comunità e strumenti digitali.