Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un'ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, nei confronti un 34enne vittoriese, gravemente indiziato – allo stato degli atti e nella presente fase del procedimento – di lesioni personali aggravate nei confronti di un concittadino 42enne.
L'attività investigativa, eseguita dai Carabinieri della Stazione di Scoglitti, ha avuto origine a seguito del grave episodio di violenza verificatosi nella tarda serata del 29 gennaio scorso, quando, all'interno di un bar del borgo marinaro, a causa di uno "sguardo di troppo", si è consumata una violenta aggressione.
L'arrestato, dopo aver invitato il 42enne sua vittima all'esterno del locale, senza proferire parola, lo ha colpito con un violentissimo pugno al volto, facendolo cadere a terra e perseverando nella sua azione violenta con svariati calci, così da provocargli lesioni giudicate guaribili in oltre 40 giorni. Soltanto il provvidenziale intervento di alcuni avventori del bar ha evitato che la vittima potesse subire ulteriori conseguenze.
I militari operanti, grazie alla ricostruzione dei fatti eseguita con l'ausilio dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e in virtù delle dichiarazioni rese da alcune persone che avevano assistito all'aggressione, hanno compendiato le risultanze investigative all'Autorità Giudiziaria, così da fornirle gli elementi necessari per l'emissione del provvedimento restrittivo.
Considerata la pericolosità sociale del 34enne e la possibilità di reiterazione di reati della stessa specie, l'Autorità Giudiziaria ha ritenuto necessaria l'applicazione della custodia cautelare in carcere, disponendo la traduzione del 34enne presso la Casa Circondariale di Ragusa.
Tutte le ipotesi accusatorie dovranno trovare conferma allorché verrà instaurato il contraddittorio tra le parti. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l'indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva.