Il Caso Ruscica. Otto mesi dall'incidente mortale di padre e figlia, avviate le indagini peritali.

Concita Occhipinti
08/05/2026
Cronaca
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Un incidente mortale che (forse) si sarebbe potuto evitare, una strada denominata da sempre "killer", eppure la Gela-Catania è ad oggi teatro all'aperto di morti con incidente.

I fatti.

All'altezza di Caltagirone, un pomeriggio qualunque di Agosto, un venerdì dello scorso anno, dove Martina, 33 anni, sicuramente pensava ai suoi giovani anni, ai suoi sogni, alle sue passioni, magari ascoltata da mamma e papà Giuseppe, 71 anni,  insieme a lei in auto proprio quel giorno  che decisero di percorrere la Gela-Catania, invece della statale 514, Ragusa-Catania, non sono tornati a casa. 

Non loro. 

Non Martina. 

Non Giuseppe. 

I testimoni presenti hanno visto e raccontato ciò che è accaduto:

l'impatto tra due camion, (forse un sorpasso azzardato?), come si è sempre ipotizzato, solo che ad avere la peggio sono stati gli occupanti di una utilitaria dietro uno dei mezzi pesanti. 

La madre, 67enne viva per miracolo fu trasportata in elisoccorso al San Marco di Catania dove rimase in prognosi riservata.

Coinvolta anche un'altra famiglia, originaria di Gela. Il padre 40enne fu ricoverato al Cannizzaro con politrauma, in prognosi riservata, la moglie e il figlioletto di 10 anni furono trasportati all'Ospedale Gravina di Caltagirone. Il bimbo, lo ricordiamo, una prognosi di 30 giorni.

Il pm di turno aprì un fascicolo di indagine. 

Oggi, dopo 8 lunghi mesi da quell'incidente sarà un ingegnere a occuparsi delle verifiche tecniche e della ricostruzione della dinamica dell'incidente.

Un solo indagato, accusato di omicidio stradale plurimo, un sessantunenne palermitano. Un solo indagato: l'autotrasportatore.

Lo stesso che risulta avere precedenti penali e a inizio del 2025 per lui era diventata irrevocabile una sentenza di condanna per “lesioni personali stradali”, sempre in relazione a infrazioni del codice della strada.

(Quindi un recidivo?)

L'indagine, condotta dai pm della procura di Caltagirone, si concentrerà su l'autotrasportatore che conduceva il tir.

La Perizia:

 Il perito dovrà dettagliatamente definire la dinamica e analizzerà tutti i veicoli coinvolti, come disposto dal gip calatino. 

 

Qui dall'altra parte della strada c'è ancora la mamma di Martina, la moglie di Giuseppe, che attende una risposta, una giustizia, una chiamata che tarda a rispondere, perché quando ci si trova "dall'altra parte della strada" non esiste più tempo, non esiste più pazienza, né rassegnazione!

Non si può pretendere che la mamma di Martina torni alla spensieratezza di quei giorni, ma a questa madre và data la facoltà di scegliere come vivere, e fino al giorno in cui non riceverà giustizia quella madre rimarrà sempre dall'altra parte della strada ad osservare passanti sconosciuti, a stringere mani mai incontrate prima, a dormire su un cuscino che sa di incubi, non di sogni!

E noi di Vittoria Daily, oggi chiediamo a voce alta: sia fatta chiarezza, giungano presto risposte e giustizia!

 


Per saperne di più: 

I Tempi della Giustizia dopo un Mortale Incidente

  • Indagini Preliminari: Questa fase può durare fino a 18 mesi (o più in casi complessi), durante la quale vengono eseguiti rilievi, perizie cinematiche e autopsie.
  • Procedimento Penale: Un processo per omicidio stradale può estendersi per 3–6 anni solo in primo grado, con tempi complessivi che spesso raggiungono gli 8-10 anni.
  • Prescrizione: Il termine di prescrizione per l'omicidio stradale è lungo: 14 anni (senza aggravanti), fino a 20 o 24 anni in casi aggravati.
  • Giustizia Civile (Risarcimento): La sede civile, fondamentale per il risarcimento dei danni (patrimoniali e non), spesso attende la conclusione del penale, allungando ulteriormente i tempi complessivi, che in Italia arrivano a una media di 7 anni e 3 mesi per una causa civile. [1, 2, 3, 4]

 

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