Fabio Troiano a Comiso ospite del festival "L'ingegnere di Babele" con lo spettacolo "Il Dio bambino" di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.

Nel Loggiato della Fondazione il 21 giugno

20/06/2026
Arte
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Fabio Troiano, attore che attraversa con naturalezza e precisione tanto il registro comico quanto quello più intimista, sarà protagonista domenica 21 giugno alle ore 21 del nuovo appuntamento della sesta edizione de “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino di Comiso che, anno dopo anno, rinnova il proprio omaggio all’autore comisano interrogandosi sui linguaggi del presente e sulle loro incessanti trasformazioni. Nell’elegante Loggiato della Fondazione, in piazza delle Erbe, andrà in scena l’appuntamento gratuito “Il Dio bambino”, monologo scritto da Giorgio Gaber e Sandro Luporini e diretto da Giorgio Gallione. Un testo che, a trent’anni dalla sua creazione, conserva intatta la propria capacità di interrogare lo spettatore, muovendosi su un crinale sottile tra tenerezza e cinismo, tra il desiderio di paternità e la fatica profonda del diventare adulti. Ambientato in un metaforico locale in disfacimento, tra bottiglie semivuote e fiori calpestati, lo spettacolo evoca una festa finale ormai consumata, residuo di un’umanità sospesa tra ciò che è stato e ciò che non riesce più a essere. In questo spazio fragile e simbolico prende corpo una narrazione allusiva e potentemente contemporanea, in cui il disordine esteriore diventa specchio di una più profonda inquietudine esistenziale. A scandire il racconto, frammenti di canzoni di Giorgio Gaber, che si inseriscono come contrappunto emotivo e intellettuale, guidano lo spettatore in un percorso di interpretazione mobile, mai univoco e profondamente aperto. La regia di Giorgio Gallione, da anni impegnato nel rilancio scenico dell’opera gaberiana, ne valorizza densità e urgenza. Fabio Troiano sarà così protagonista di una prova d’attore funambolica, in un attraversamento scenico che restituisce la complessità del testo e accompagna il pubblico in un viaggio emotivo segnato dalla poetica gaberiana, fatta di domande scomode e profonda fragilità umana. Ingresso libero.


 

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