Vittoria, città delle Primizie

Gastronomia, feste e tradizioni della città

| di Comune di Vittoria
| Categoria: Territorio

La cucina vittoriese ha un suo spazio ben preciso anche se non si discosta molto dalla tradizione culinaria del ragusano e del modicano. Alcuni piatti sono caratteristici e legati a periodi dell'anno o a festività ben precise. CARNEVALE - Sono d'obbligo i maccheroni con il ragù di maiale, le costate di maiale ripiene, la salsiccia e, per finire, i cannoli di ricotta. FESTA DI S. GIUSEPPE - Si usa ancora oggi in qualche famiglia fare la pagnuccata: un impasto di farina e vino, tagliato a dadini, fritti poi nell'olio bollente e amalgamati con miele e riavulina (zucchero a forma di bastoncini di mille colori). PASQUA - La fanno da padrone le classiche " 'mpanate d'agnello ": un involucro di pasta di pane con all'interno pezzi di carne di agnello (o di vitello) soffritto con cipolla e piselli; i "pastieri" impasto di pane aperto, con dentro interiora d'agnello soffritto con piselli; un po' in disuso la cosiddetta "abbuttunata" cioè la coscia d'agnello disossata e ripiena di carne tritata, pezzetti di salame, uovo sodo, cotta al forno con contorno di patate; "i cassateddi" impasto di pane ripieno di ricotta frullata con zucchero e condita con cannella e riavulina. E poi le uova sode, inserite in canestri fatti di pane, dette panarini e dolci di tutti i tipi: dai tipici biscotti bollitti (affucaparrini) ai taralli ai zuddi fatti con pasta di mandorle e farina. FESTA DI S. GIOVANNI (luglio) - Non c'è una vera e propria tradizione culinaria, tranne forse quella ormai scomparsa di cucinare galletti o galline in brodo, anche ripieni di riso e carne tritata, tradizionalmente però a San Giovanni si gusta per la prima volta il tonno fresco "tunnina". LA VENDEMMIA - Tipica di questo periodo è la "mustata" fatta con mosto addolcito con cenere e bollito, mescolato con amido o semola fino ad ottenere una crema che viene condita con mandorle tostate e cannella. La mustata si consuma calda o anche in inverno dopo averla fatta seccare al sole. Sempre con il mosto viene fatto un altro dolce: i "cuddureddi", anellini di impasto di farina e mosto cotti nel mosto o nel vinocotto diluito, anch'essi conditi con mandorle tostate tritate e cannella. Infine con il vinocotto, cioè il mosto bollito e ribollito fino restringersi a poco più di un terzo del liquido originario, aromatizzato con bucce d'arancia, si confezionano i "mastazzola" (mostaccioli) e i "mucatoli". Tipica di fine settembre - ottobre la marmellata di cotogne "cutugnata" che si mette ad asciugare al sole nelle caratteristiche forme di terracotta. NOVEMBRE - I MORTI - La tradizione vuole si consumi la pasta reale o martorana fatta con pasta di mandorla, realizzata a forma di frutta varia. SAN MARTINO - E' una festa tutta vittoriese, e si gustano le frittelle, impasto di farina e acqua fatto lievitare per diverse ore e fritto in olio bollente. Possono essere salate, cioè condite con sarde salate, o dolci condite con zucchero, uva passa, cannella e volendo anche semi di finocchio. SANTA LUCIA - Tipico dolce la "cuccia", grano ammollato in acqua o nel latte condito con zucchero o vinocotto. NATALE - E' legato alla tradizione del torrone di mandorle e della cosiddetta "giurgiulena", una sorta di torrone fatto con semi di sesamo. Un tempo, in questo periodo, si usava scannare il maiale per trarne salsicce, lardo salato e una volta anche un dolce detto "sancielu" (sanguinaccio) che si faceva col sangue mescolato di continuo per non farlo coagulare, quindi impastato con zucchero e mandorle tostate. PRODOTTI TIPICI - Al di là delle feste vi sono molti altri prodotti della cucina vittoriese. Ne citiamo solo alcuni. "Scacce" (focacce): involucri di pasta di pane ripiena di salsa di pomodoro e cipolla, o di ricotta e salsiccia o di cavolfiori, di patate, di melanzane ecc… "Ciappi": pomodoro spaccato ed essiccato al sole e quindi conservato con basilico e olio. "capuliato" derivato dalla macinazione del pomodoro essiccato, con aggiunta di peperoncino e basilico. "strattu": estratto di pomodoro essiccato al forte sole di luglio; "arancine" di riso, al ragù di carne con uovo sodo e piselli, fritte in olio bollente; Ravioli di ricotta conditi col sugo di maiale e ancora pizze, polpette di patate, pasta di casa con il macco (purea di fave), falsomagri al sugo, carciofi ripieni di riso e naturalmente il pesce. Tra i vari pesci è tipica la "trigghiuledda" triglie giovanissime passate nella farina con basilico e pomodoro a pezzetti, fritte in una sorta di sformato. Tra i contorni spicca la caponatina con melanzane, peperoni, cipolle, sedano, capperi e olive, aceto e zucchero. La zucca gialla fritta, con aceto e olive nere. I cipudduzzi (lampasciuoli) cipollotti dal cuore amaro, cucinati bolliti e conditi con olio, limone, aglio e prezzemolo o in agrodolce, insaporiti con un soffritto di aglio prezzemolo salsa di pomodoro, aceto e zucchero. Per quanto riguarda i dolci, oltre a quelli citati ve ne sono altri come "u biancu manciari" crema di latte (o latte di mandorla) e amido o i cassateddi ravioli dolci di ricotta fritti nell'olio bollente e cosparsi di zucchero.

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