Svizzera pronta a diventare madrina delle criptovalute

14/04/2018
Attualità
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La Svizzera ormai ama le criptovalute e si è posta come scopo quello di diventare l’hub globale di riferimento. Dopo essere stata considerata per anni un paradiso fiscale, la regione elvetica mira a trasformarsi nell’Eden per investitori e aziende che vogliono puntare su questo settore.

Se in principio è stato il municipio-cantone di Zugo il primo a permettere di pagare in bitcoin (vedi come comprare bitcoin con paypal)  alcuni servizi pubblici (per un massimo di 200 franchi) ora la Crypto Valle si sta allargando all’intera nazione.

La Svizzera ha, infatti, voluto regolamentare le Ico (Initialcoinoffering), così l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha deciso di pubblicare una guida pratica sul tema e i diversi Cantoni stanno raccogliendo le giuste informazioni chiare sull’uso delle monete virtuali e sulla loro tassazione.

Da nord a sud della Svizzera: le criptovalute sono il futuro elvetico

La Svizzera è ormai uno dei paesi più attivi nell’arte di guadagnare con le criptovalute, esperta on investimenti necessari per sviluppare la tecnologia del blockchain.

Non bisogna infatti scordare cosa sta succedendo a Gondo, un piccolo villaggio nel vallese, molto vicino al confine con l’Italia e situato sulla strada che collega Briga con Milano, dove in seguito ad un incidente, gli abitanti avevano cominciato a lasciare il villaggio, dove ormai vivono attualmente non più di 50 persone.

Paul Fux, rappresentante della comunità locale  aveva qualche tempo fa spiegato che «Gondo è stato un paese di minatori e le nostre miniere erano famose in Europa. Adesso abbiamo una nuova generazione di “minatori” che sta riportando la vita nella nostra comunità». Insomma le criptovalute stanno per salvare il paese.

E se oggi a nord della nazione, il centro di riferimento delle criptovalute è Zugo, a sud, i bitcoin hanno trovato terreno fertile a Chiasso.

Nel comune al confine con il nostro Paese, infatti, da gennaio 2018 si sono cominciate a pagare le imposte comunali tramite bitcoin fino a 250 franchi; inoltre, è nata persino l’associazione Cryptopolis con lo scopo di diffondere la pratica della blockchain, la tecnologia alla base delle monete virtuali.

Criptovalute in Svizzera: sarà ”contaminata” anche l’Italia?

Lo sguardo, tuttavia, si sta spostando verso il nord Italia e in particolare in Lombardia, il territorio più limitrofo. Il motivo di ciò è dato dai 6 milioni di potenziali consumatori nel solo raggio di 50 km.

La Criptovalley e la Criptopolissono una boccata d’aria fresca rispetto ad alcuni Paesi che vogliono bloccare l’uso dei bitcoin, USA e Cina su tutti, così come si vorrebbe frenare l’andamento borsistico della stessa criptovaluta; la spiegazione, forse, sta nel fatto che gli svizzeri credono alle future potenzialità della blockchain e non si limitano a commentare la situazione odierna.

Certo, al momento le speranze con le quali si è cominciato lo sviluppo della blockchain non hanno ancora avuto la loro soddisfazione e in molti hanno rallentato o bloccato le loro iniziative. Nonostante i dubbi, le perplessità e i rischi che si legano all’argomento, lo scopo elvetico sembra stia per essere preso in pieno e presto potremo dire della Svizzera che sia una “cripto-nazione”, come auspica già Johann Schneider-Ammann, Ministro dell’Economia svizzero.

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