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Lo scrittore Tiziano Papagni: “Con un libro sulla pizza mi faccio portavoce del popolo italiano”

| di Francesca Ghezzani
| Categoria: Arte | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Lo scrittore Tiziano Papagni deve il suo esordio letterario alla raccolta di poesie “L’angelo dalle ali spezzate” e oggi è di nuovo in libreria con un libro completamente differente, seppure ancora una volta pubblicato in sinergia con la casa editrice LFA Publisher, dal titolo “'A PIZZA Storia del cibo più amato al mondo”.

Tiziano, la tua seconda opera ha avuto un riscontro tale da essere più volte ristampata. Dove sta il segreto di tale successo di pubblico?

Non saprei esattamente, non si può ammettere che questo libro lo si riponga sullo scaffale, poiché un’opera che parla di pizza con storia, ricette varie è sempre pronto “all'uso".

Perché hai deciso di scrivere un libro sulla pizza?

Sinceramente per unire tutto il popolo italiano durante la prima ondata di pandemia. Cosa c’è di meglio se non una pizza?

Nasci con la poesia, che rimane per te il primo amore mai dimenticato. Come è stato il passaggio alla prosa?

La poesia è nata in me. Ho affrontato vari passaggi della mia vita in sua compagnia. Lei non mi ha mai fatto scendere lacrime.

Il passaggio alla prosa, invece, non è stato difficoltoso. Certamente diverso, ma appagante.

Possiamo però approfittare della tua vena poetica per chiederti di dedicare qualche verso improvvisato alla pizza e alla sua genuinità?  

Tondo che unisce il mondo,

Verde, bianco e rosso,

Nota pietanza pongo,

Si gusta a più non posso.

Infine, hai detto di aver deciso di far fare alla pizza da collante per tenere unito un popolo alle prese con la prima ondata di pandemia. Pensi ci possa essere un altro piatto che rappresenti altrettanto bene una nazione nel mondo e le sue tradizioni?  

Conosco poco i piatti delle altre nazioni, ma possiamo parlare dei crauti tedeschi? E la famosa zuppa inglese? Se ritorniamo in Italia, ce ne sarebbero di cibi! A cominciare dagli spaghetti intramontabili, la zuppa di pesce, e il cacciucco toscano dove lo mettiamo? Insomma, l’Italia è la patria del cibo, della cultura e del turismo. Sarà, forse, il cibo che unifica le genti? Spero che sia anche quello. Un caro saluto ai miei più affezionati lettori.

 

Francesca Ghezzani

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