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Chiesa, cambia il Messale Romano. Ecco le principali novità introdotte

| di Orazio Rizzo
| Categoria: Associazioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Entra in vigore questa domenica, 29 novembre, prima domenica di Avvento, il nuovo Messale Romano, nella sua terza edizione, dalla riforma liturgica voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano, che fa seguito all’ultima revisione avvenuta nel 1983 da San Giovanni Paolo II.,

Non cambia la Messa per intero, ma alcune sue parti, soprattutto quelle che riguardano i fedeli e le loro risposte, come per il Gloria, il Padre Nostro, il Credo, il Confiteor (Confesso), che introduce la parola “sorelle”,  ed altri parti che invece sono di specifica competenza del celebrante.

Un cammino lungo, fortemente caldeggiato dagli ultimi due pontefici, Benedetto XVI e da Papa Francesco, al quale era stata presentato il Missale romanum, editio typica tertia, solo pochi mesi fa e che segue il lavoro di riforma e traduzione dei Lezionari avvenuta già nel 2008.

Scelta non gradita da quanti – tra i più tradizionalisti, che parlano di abusi liturgici - non ravvisavano l’urgenza di una ulteriore riforma del principale testo liturgico, definendola un'ennesima svolta destinata ad accontentare il “politicamente corretto”, ma che igià il papa emerito Ratzinger incoraggiò perché “rispettasse tanto la dottrina quanto la filologia”.

Ecco le principali novità:  

  • Aggiunta la “quota rosa” nel Confesso, con l'affiancamento del termine "sorelle" accanto a "fratelli". I fedeli a messa diranno: "Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...". Poi continueranno: "e supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i Santi e voi, fratelli e sorelle...".
  • Il nuovo messale privilegerà le invocazioni in greco antico "Kirie, Eleison" e "Christe, Eleison" rispetto all'italiano "Signore, pietà " e "Cristo, pietà".
  • Al Gloria si dirà "Pace in terra agli uomini, amati dal Signore" e non più "agli uomini di buona volontà". Anche in questo caso si è cercata una traduzione più fedele all'originale greco del Vangelo. 
  • Cambia il Padre Nostro nella parte finale si dirà:” come anche noi” e si continuerà con “non abbandonarci alla tentazione” invece di non indurci in tentazione.
  • Allo scambio del segno di pace: 'Scambiatevi il dono della pace' sostituisce 'scambiatevi un segno di pace'.
  • Infine, la nuova formula del congedo al termine della messa: «Andate e annunciate il Vangelo del Signore».  

Nello schema allegato in foto, pubblicato dall’ Ufficio Catechistico e dall’ Ufficio Liturgico della Diocesi di Ragusa, troverete il riassunto delle principali novità introdotte.

 

 

 

Orazio Rizzo

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