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Dipendenza da internet e social: l’era digitale non ha portato solo cose positive

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Qualche giorno fa lo screenshot di un tema scritto da un bambino di 7 anni negli Usa, è diventato virale e ha portato nuovamente a discutere su come il digitale abbia cambiato il nostro modo di vivere. Lo smartphone oggi per molti è quasi un’estensione del corpo tale per cui è cambiato anche il rapporto che si ha con le persone e con i propri cari.

Fino ad oggi si sono sempre messi perlopiù in evidenza i vantaggi di avere a portata di mano internet, che sono davvero tantissimi: è possibile controllare i propri sistemi di casa (con la domotica), contattare le persone da ogni dove, inviando video e foto, gestire il proprio conto in banca, fare investimenti, come alle slot gratis big senza scaricare nulla, fare acquisti etc. La medaglia ha però anche un lato oscuro, che è la dipendenza da internet che rischia di minare i rapporti personali, se prende il sopravvento.

Il tema negli Usa che sta facendo il giro del mondo

La maestra di scuola Jen Adams Beason qualche giorno fa ha proposto ai suoi alunni della seconda elementare di scrivere un tema particolare, in cui richiedeva di descrivere un’invenzione che non è piaciuta allo studente. In diversi hanno risposto il cellulare, non tanto perché ritenuto poco utile o poco divertente, ma perché tanti bambini vedono in questo oggetto qualcosa che talvolta riceve più attenzioni rispetto a loro.

Agli occhi dei più piccoli, ma vale anche per gli adulti, il telefono si pone spesso come un ostacolo fra i rapporti interpersonali, che esso tende a minare. Secondo le parole dei piccoli il telefono è causa di solitudine e manifestazione di poco affetto da parte dei genitori, diventando con il tempo una barriera insormontabile. In pochi giorni, grazie sempre a quei telefoni, il tema (la maestra ne ha fotografato uno) è diventato virale contando più di 250.000 condivisioni, nonché diverse testate di giornale.

Dipendenza da internet

La dipendenza da internet ancora non è ben stata definita e studiata, ma è già rientrata nel catalogo delle malattie mentali ed è curata da alcuni psichiatri contando già innumerevoli casi. La malattia viene identificata come IAD, cioè Internet Addiction Disorder. È provato scientificamente, infatti, che ci sono disordini psichiatrici connessi all’abuso da web. I sette sintomi di chi ha questo problema sono il bisogno di passare tempo online per averne soddisfazioni personali, una mancanza di interesse per il mondo reale, depressione e ansia quando non si può avere copertura di rete, continua necessità di controllare gli aggiornamenti sui social, continuare ad usare internet anche di fronte a difficoltà.

Questa mania non è legata alla frequentazione di siti pornografici, al gioco d’azzardo o allo shopping compulsivo, come alcuni pensano, ma soprattutto ai social network. A farne le spese sono i rapporti sociali, interpersonali e soprattutto le persone care accanto a chi ha questo problema, fra cui i bambini, che arrivano ad avere bisogno della terapia per combattere la sindrome d’abbandono, la depressione o altre manifestazioni di questa situazione. I dipendenti da IAD, purtroppo, come per altre forme di dipendenza tendono a negare il problema.

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