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Non è natale senza "Astro del ciel": il canto compie quest'anno 200 anni

Dichiarato Patrimonio culturale dell' umanità dall'Unesco

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Non è Natale senza alcuni elementi fondamentali quali l ‘albero, per esempio, gli addobbi, il presepe, il pranzo ed ovviamente gli immancabili canti che ci aiutano ad entrare nel clima e nello spirito delle feste.

Che Natale sarebbe senza “Tu scendi dalle stelle” scritto dal napoletano San Alfonso Maria de Liguori e senza “Astro del ciel”, canti senza tempo, degli evergreen, eppure vecchi di secoli.

Proprio quest’anno ricorre il 200mo anniversario di uno dei più bei canti natalizi: Astro del ciel, composto la  Vigilia di Natale,  il 24 dicembre, del 1818.
La storia - che divenne leggenda - narra padre Joseph Mohr, giovane parroco della chiesa Sankt Nikolaus a Oberndorf, fu incuriosito di sentire dei suoni e musica provenire dalla chiesa cosi andò a controllare ma entrando di corsa notò che lo strumento era al suo posto. Allora si avvicinò e provò a premere i tasti senza però riuscirci perché l’organo era rotto, il mantice era stato probabilmente mangiato dai topi.

Era sconsolato perché teneva tra le mani quel foglio con il testo di un canto scritto due anni prima e per il quale aveva chiesto al suo amico Franz Gruber, maestro di musica, di comporre una melodia all’organo per suonarlo proprio in quella sera, davanti ai fedeli della parrocchia.

Il problema fu risolto con una semplice chitarra e pizzicando le corde uscì un suono  penetrante, quella dolce melodia che tutti oggi cantiamo.

La melodia venne composta da Franz Xaver Gruber, un organista di successo e insegnante di musica, su richiesta di Padre Mohr, autore del testo.
Le parole sono cariche di significato oltre ad infondere un messaggio di pace. Conosciamo la legenda grazie allo stesso organista che la raccontò anni dopo.

L’anno successivo, nel 1819, un certo Mauraher, dopo aver ascoltato la canzone, la portò nel 1819 in Tirolo avviandone in questo modo la diffusione in tutta Europa.
Nel 1822 fu suonata a Salisburgo, davanti al sovrano Francesco II e allo zar Alessandro di Russia e nel 1859 una versione arrivò addirittura a New York intonata dai fratelli Rainer. La versione italiana dal  titolo “Astro del ciel” è opera di Don Angelo Meli, un sacerdote lombardo.

Il canto è stato dichiarato dall’ Unesco patrimonio culturale dell’umanità

 

 

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