Le vecchie boutique sono candidate ad avere un ruolo sempre più centrale nel processo creativo ora che servirà ripensare gran parte degli stilemi della moda per venire incontro a esigenze nuove, di nuovi consumatori sempre più attenti a fare acquisti sostenibili, unici, capaci di parlare della propria identità e del rapporto vissuto con i brand. Un assaggio lo si è già avuto la scorsa primavera nello store milanese di Modes, “incubatore” della prima collezione - davvero limitata, si capirà tra non molto perché - co-firmata da Federico Curradi e Nick Fouquet.
Il primo è uno degli stilisti maschili italiani più apprezzati del momento: le sue collezioni, nate in atelier a Firenze e tutte depositarie di una cura quasi artigianale e della migliore tradizione sartoriale italiana, sono tra quelle che, sebbene specificatamente nate per il menswear, finiscono puntualmente anche nei guardaroba femminili, rubati dall’anta di padri, compagni, fratelli. Il secondo è uno dei pochi cappellai che ancora si dedicano solo all’arte del copricapo e lo fanno con creatività ed estro, tanto da essere apprezzati fino a Hollywood. Negli spazi di Piazza Risorgimento 8, pensati dal gruppo di Aldo Carpinteri proprio come luogo di sperimentazione artistica più che come posto dove solo poter fare shopping, fosse anche di alta moda, i due si sono incontrati la scorsa primavera per dar vita a una capsule collection che è (molto) più della prima collezione donna di Federico Curradi con accessori di Nick Fouquet.
La capsule collection di Curradi e Fouquet per Modes: le ragioni del successo
Gli item della linea di Curradi e Fouquet per Modes Milano sono stati pantaloni-pigiama di cotone, top a righe, cardigan e short in tie dye ma, anche e soprattutto, camicie larghe che sembravano venute fuori dall’armadio di lui con ricami tono su tono e disegni floreali ottenuti con l’utilizzo di fiori, foglie, bacche. Il vero protagonista della collezione, quello che le più estrose fan della coppia creativa per niente al mondo si sono fatte scappare, è stato del resto un cappello, anche questo rubato alle collezioni di accessori men, interamente colorato con colori vegetali e provenienti da finocchio, cavolo rosso, ghiande. Non c’è dubbio, del resto, che la moda dovrà guardare in futuro sempre più alla sostenibilità e ai principi dell’economia circolare.
Quella nata negli spazi di Modes a Milano è una collezione, però, che ha ricordato ai fashion brand anche l’importanza di investire in partnership e collaborazioni di quelle che possono apparire più inusuali. Con le nuove linee Modes Kids e l’apertura degli store MiniModes a Trapani, Milano e Forte dei Marmi, il pubblico cambia leggermente ma la filosofia rimane la stessa: trasmettere, in questo caso anche ai bambini, un modo del tutto nuovo di interpretare la moda, vivendola appieno e fondendola con il gioco per esaltarne la creatività.
