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"Sogno di una notte di terza media" all'ICS "F. Traina" di Vittoria

La scommessa della prof.ssa Eugenia Lombardo nata col progetto "Teatro a scuola, a scuola di teatro"

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Può un gruppo di ventotto ragazzi, appartenenti a varie classi, diventare in poche settimane una compagnia teatrale di tutto rispetto, coesa e affiatata?

Può un “programma ministeriale” di letteratura diventare un itinerario letterario tanto spiritoso quanto valido, godibile non solo da un pubblico di ragazzi, ma anche dalle loro famiglie?

È questa la scommessa, assolutamente vinta, della prof.ssa Eugenia Lombardo dell’ICS Traina di Vittoria, attrice essa stessa della Compagnia Teatrale “Amici del Teatro di Vittoria” e ideatrice e regista dello spettacolo “Sogno di una notte di terza media” messo in scena il 19 maggio e poi dato in replica il 7 giugno nell’auditorium del Plesso Marconi, in una gioiosa atmosfera di ritrovata normalità.

Durante il laboratorio pomeridiano “Teatro a scuola, a scuola di teatro”, iniziato lo scorso novembre, di cui la commedia è il degno coronamento, i ragazzi hanno imparato – oltre che dizione, intonazione, lettura di un copione - a migliorare il rapporto col proprio corpo, ad acquisire una maggiore consapevolezza e capacità di gestione delle proprie emozioni, a lavorare in team, a fidarsi degli altri, oltre che di sé stessi, ciascuno abbattendo le proprie “barriere”.

Lo spettacolo, di un’ora circa, rende omaggio a tre capolavori della letteratura mondiale studiati nel corso dei tre anni di Scuola Secondaria di I grado, l’Odissea, la Divina Commedia e i Promessi Sposi, rendendoli attualissimi e “agganciandoli” – se così si può dire – alla realtà dei giovani attraverso riferimenti a personaggi, programmi e pezzi musicali contemporanei.

Ennesima prova dell’eterna attualità e modernità dei classici, capaci di parlare alle nuove generazioni così come alle meno nuove. D’altronde, diceva Italo Calvino nella sua raccolta di saggi Perché leggere i classici: “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.

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