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Santa Croce Camerina: Come venne ucciso il piccolo Loris?

Ieri, nuova udienza del Gup

| di Giorgia Giunta
| Categoria: Attualità
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Ieri mattina al tribunale di Ragusa, nuova udienza del Gup relativo al processo per omicidio volontario del piccolo Loris con l’aggravante della parentela. La madre, Veronica Panarello, infatti, è accusata di aver strangolato il figlio e di aver gettato il corpo in fondo ad un canalone nei pressi di Santa Croce Camerina, nel novembre 2014.

La difesa ha puntato essenzialmente sull’arma utilizzata asserendo che il povero bimbo è stato strangolato con un comune cavo usb utilizzato per i pc anziché con una fascetta di plastica usata da elettricisti.

Veronica era presente in aula e lo era anche l’ex suocero Andrea Stival, quest’ultimo accusato pesantemente dalla nuora di aver ucciso il bambino perché li aveva sorpresi a consumare un rapporto in cucina e per questo motivo avrebbe reagito riferendo tutto al papà Davide Stival (sempre dichiarazioni della donna).   
Secondo la perizia del medico legale Giuseppe Iuvara, sulla contestazione dell’arma del delitto, Loris sarebbe morto per  strangolamento di una fascetta, uguale a quelle consegnate da Veronica Panarello alle insegnanti del bambino quando le fecero visita alla notizia del decesso del piccolo.

Tra le diverse versioni dell’accusata, ricordiamo che Veronica dichiarò che il figlio si sarebbe strozzato da solo con una fascetta per gioco per simulare un lavoro svolto a scuola, smentito categoricamente dalle insegnanti. In seguito, lei ritrattò avanzando un’altra versione ovvero quest’ultima accusa contro il suocero.

L’avvocato Villardita, difensore dell’accusata però, ha depositato ieri una perizia fotografica e ricca di documentazione tramite una consulenza medico-legale e bioingegneristica che dimostra la compatibilità del cavo usb con il segno sul collo della piccola vittima.

L´udienza è stata rinviata al 26 settembre. L’imputata insiste nel chiedere un faccia a faccia all’americana col suocero anche se la Procura dissente poiché lo ritiene superfluo.

L’accusato Andrea Stival si ritiene sereno negando tutto grazie alla presentazione di un alibi di ferro per la mattina del novembre 2014 in cui avvenne il delitto.  

Giorgia Giunta

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