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Vittoria, i giovani e la cultura. Analisi e suggerimenti di Aldo Raffaele

Redazione
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"Vittoria, per diventare un paese moderno, ha bisogno ancora, pur apprezzandone i progressi fatti negli ultimi anni, di una vera e propria rivoluzione culturale, un atto d’amore da finalizzare a tutte le fasce sociali della città". A dichiararlo, Aldo Raffaele, musicista vittoriese da sempre impegnato a fianco dei giovani e che si definisce un  “artigiano della cultura con un grande interesse per il mondo culturale e delle arti della nostra città”, torna a fare un’analisi della città di Vittoria proprio dal punto di vista culturale. 

Raffaele propone quindi alcuni suggerimenti: “incrementiamo al massimo le potenzialità e la piena originalità che la nostra città esprime. Se fossi un amministratore, partirei dai giovani, dagli studenti, per concertare una qualsiasi programmazione culturale. Li guarderei negli occhi e gli chiederei cosa vogliono e cosa possono darci. Sarebbe bello parlare di cultura e del futuro della nostra città con loro: sentire come la vivono, come vorrebbero che fosse, come sperano diventi e ascoltare direttamente dalla loro voce in che modo intendono impegnarsi per renderla migliore. I ragazzi hanno da sempre tra i loro punti di forza la capacità di sognare, di immaginare un futuro migliore e la passione per realizzarlo, incontrarli, pertanto, prima di una qualsiasi pianificazione culturale, diventerebbe a mio avviso un momento importante e coinvolgente” I tempi cambiano- aggiunge ancora il musicista vittoriese- tutto è in fermento e mi sembra giusto, pertanto, dare nuovi input all’azione politica con forme alternative a quelle tradizionali. Coinvolgiamo quell’energia creativa, sarà la città alla fine a beneficiarne. Al bando personaggi che hanno gestito negli anni la cultura ‘pro domo loro’, bravi a promuovere sé stessi e i pochi intimi, quando avrebbero dovuto coniugare invece tutte quelle esperienze di cui la nostra città dispone e aprire, quindi, a quella creatività che è stata sempre, volutamente, emarginata e posta al confine: i giovani”. 

“Oggi più che mai- dichiara ancora Raffaele- la nostra città deve puntare sulle nuove generazioni. Nessun cambiamento è realizzabile senza il loro contributo, e del resto le cronache recenti ne testimoniano il ritrovato desiderio di partecipazione. Il paese ha bisogno di politiche coraggiose e obiettivi ben definiti, perché le radici del futuro stanno nel presente”.

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