San Giovanni, attentu e tira giacchi e ai manipolatori reazionari e borbonici che stazionano a Palazzo Iacono. Sono esclusivisti, tochignidi e odiano le lotte del Popolo. Viri ca ti vuonu fari a festa brutta, invereconda, ignobile: Ti vogliono mettere in una sala dedicata al POPOLO VITTORIESE, a quegli stessi uomini che hanno la tua faccia, a Palazzo Iacono. Gettando fuori il Popolo Vittoriese nascondendosi dietro il tuo mantello. Ma so che il tuo cuore e’ con gli umili, e non con le parate fasulle e blasfeme a cui ti vogliono sottomettere. Grazie per tutto, soprattutto per quello che ci hai concesso in questi ultimi mesi. Con affetto Tuo Francesco Aiello P. S. Ricordo con emozione quando il Commendatore Iacono cedette per un prezzo quasi simbolico il Palazzo con la richiesta che il suo nome rimanesse a titolo. Io, giovane e comunista risposi si, che era giusto, che eravamo felici del modo in cui Egli aveva voluto cedere alla Comunità vittoriese il Palazzo, dove la Famiglia Iacono era vissuta, e perche ‘ il Popolo vittoriese e il mondo del lavoro subentravano da protagonisti in quel Palazzo, accolti dall’Ospite con un abbraccio umano indimenticabile. La dedica della Sala “QUARTO STATO” fu l’atto simbolico dell’ingresso, dove, accanto alle immagini popolari di Pellizza Da Volpedo, campeggiava sorridente e affabile l’immagine del Commendatore Iacono. E la gente che saliva a Palazzo Iacono, sede Municipale, appena salite le prime scale, si trovava di fronte da un lato l’immagine di un sorridente e accogliente Commendatore Iacono e dirimpetto le immagini di due figli del mondo del lavoro, un uomo e una donna con un bimbo sulle braccia, scalzi. Che tempi di umanita’ e di verita’, ora ahime’ scomparsi. Che senso puo’ avere tutto cio ? Solo delle menti oscurantiste potevano concepire una cosa del genere, frutto del sonno della ragione, dominata dall’odio verso questa storia popolare di uomini e di donne che hanno connotato la storia vittoriese. Che si vorrebbe cancellare, esecrare, distruggere. Da parte di chi poi ? Da parte di gente che viene cacciata dal Municipio a furor di popolo e dalle condizioni dell’Ente, per fatti ignobili di Voto di scambio politico mafioso e per corruzione elettorale. A parte ogni altra considerazione sulle condizioni materiali e civili di una città come Vittoria, dove tutti i servizi sono scomparsi e la crisi impera e travolge ogni cosa, Vittoria grande città del Sud e della Sicilia viene ridotta ora, ahimè, al ludibrio dello scioglimento per condizionamento mafioso. Un atto indegno, incivile, ottuso. Dedicare a un Santo Patrono una stanza di un Palazzo è blasfemo, assurdo, inconcepibile. Un atto osceno che serve a coprire incapacità, latitanze, cose inconfessabili, dipendenza dai poteri esterni ed estranei agli interessi del Popolo vittoriese. Al quale mi rivolgo con l’umiltà di sempre : conservare la fede, combattere la battaglia, vincere la sfida della dignità e della legalità, dalla parte di chi lavora e degli umili. Viva Vittoria ! Viva San Giovanni Battista !

