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Raffo: il sindaco Di Natale mente. Millantatori e sbruffoni? Si dovrebbe vergognare!

Vittoriadaily da diritto di replica

| di Prof. Franco Raffo
| Categoria: Comunicati Stampa
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Preside Raffo leggiamo in un articolo pubblicato ne La Sicilia che il primo cittadino di Acate "vanta" ad onor di cronaca "l'uscita dal dissesto" che come si legge viene, quest'ultimo, attribuito ad una sua delibera del 12 agosto 2016. Cos'ha da dire a riguardo?

Conviene rispondere al Sindaco di Natale? No. Però la mia dignità e quella di chi mi ha collaborato, senza chiedere nulla, e il rispetto per i Cittadini ci impongono di non tacere, tenuto conto del silenzio assordante di tutti i baronetti della politica locale. Però bisogna parlare dei fatti, che significa conoscerli. E qui casca l’asino. Il Sindaco inganna se stesso per il tono cattedratico, il lessico burocratico e volutamente incomprensibile, le tante menzogne e l’atteggiamento spocchiosamente minaccioso. Appare evidente che egli ha firmato un documento non scritto da lui. Attenzione ad alcune frasi: “massa passiva…di oltre 4 milioni…è stata ripianata”(erano tre), “accordi transattivi”, “sola sorte capitale dei crediti originari”, “debiti in sofferenza”, “ripiano della massa passiva”, “finanziamento erogato dal Ministero dell’Interno, a titolo di incremento della massa attiva”, “ulteriore anticipazione di liquidità e attivate apposite transazioni novative”… Siamo alla follia! Una montagna di paroloni per dire niente o falsità. Rappresentazione plastica del nullismo di questa Amministrazione! Ma c’è di più: il Sindaco ci comunica che tutti, cioè Sindaco e 4 assessori, i tre funzionari prefettizi e 5 impiegati comunali lavorano “alacremente, con lodevole spirito di servizio ma anche grande passione ed empatia”. Saremmo curiosi di sapere che cosa hanno fatto in questi anni. Ma veramente pensano che i cittadini siano dei cretini? Siamo allibiti. Vengono a fare la predica a chi ha effettivamente lavorato 20 ore al giorno e nei primi tre anni a costo ZERO. Questi signori mangiano sulle spalle dei cittadini senza fare niente e ci danno lezione di buon governo e moralità. Doveroso ricordare, in estrema sintesi e nella speranza che tutti, finalmente, si mettano a studiare o tacere, che già nel 2005 i Bilanci del Comune presentavano forti criticità e/o falsità. Nel 2009 la Corte dei Conti scrive che il Bilancio del Comune chiudeva con allegria perché si inserivano “Residui attivi remoti e difficilmente riscuotibili”, cioè con soldi inesistenti. Nel 2012 il sindaco Caruso e la sua Corte dichiarano il Dissesto. Però, poco dopo, lo cancellano, facendo scomparire la montagna di Debiti. Nel febbraio del 2013 approvano un Bilancio che trabocca di Euro. Un Consigliere grida allo scandalo, chiede dove sono andati a finire i Milioni di Euro di Debiti. Viene messo a tacere. Dopo un mese Caruso comunica al Ministero degli Interni che il Comune ha 5 Milioni di Euro di Debiti. Poveretto, ne dimentica Tre: quelli del Ministero, che li doveva ricevere nel 2010, 2011 e 2012. E che il Ministero si prenderà, all’improvviso e senza informarci, il 17 dicembre del 2014, buttandoci sul lastrico. Falso in Bilancio, ecc, ecc. Ma in Sicilia non sono reati! Oggi il Sindaco inveisce contro “millantatori e sbruffoni”. Si dovrebbe vergognare. Parecchi di coloro che l’hanno incoronato nei Paesi civili e legali sarebbero nelle Patrie Galere e non negli uffici comunali. Studiate e dite ai cittadini la verità: il dissesto non c’era (Decreto Alfano) e che una banda di lazzaroni prezzolati, di pupi ubriachi di delirio di onnipotenza, seguaci della politica del pugnale, con intimidazioni e assenze studiate in Consiglio, non consentì l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2014, il Riaccertamento dei Debiti del Decreto Salvezza del Ministro Alfano, e delle tariffe. Questa è Storia. Studiate. E dite, inoltre, che il Dissesto riguarda gli anni 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014. Nei primi 4 anni io non esistevo e nel 2014 non ho fatto un solo Euro di debito. Ma, sopratutto, abbiamo fatto una Rivoluzione, unica in Sicilia, per il vero risanamento: taglio del 50% delle spese degli impiegati, il 40% della spazzatura e 60/70% dell’Acqua. Tutte le opere con soldi di Bruxelles. E mai un Mutuo con Banche. Allora non c’era alcun motivo perché il Consiglio approvasse il Dissesto, dicevano gli esperti. E furono minacciati, aggrediti e cacciati dal Comune. Tutto all’insegna dell’omertà e del disinteresse delle Autorità e Istituzioni regionali. Il Ministero degli Interni cacciò i Consiglieri. Ma ormai era troppo tardi. Queste, caro sindaco, sono le pagine vergognose della storia di Acate, che ti rifiuti o, oberato di lavoro, non hai tempo di leggere. Studia e poi firmi. E tutti i tuoi compagni di merenda non facciano finta di non sapere. Uscite fuori e ascoltate la gente. Ma, forse, vi è più comodo incassare gli stipendi e stare tutti insieme con “grande passione ed empatia” lontano dal Comune e dai cittadini o rintanati “alacremente” negli uffici. Con la Benedizione dei Grillini.

Prof. Franco Raffo

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