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VITTORIA: convegno della Cna territoriale Ragusa sulle criticità dovute agli eventi meteo avversi in ambito locale e sulle tecniche di prevenzione

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La Cna territoriale di Ragusa esprime soddisfazione per la partecipazione e il livello
di interesse registrati durante il convegno “Governo del suolo e prevenzione dei
dissesti: indicatori di qualità del territorio”, svoltosi sabato scorso nella sala delle
Capriate “Giovanni Molè” di Vittoria. L’iniziativa, promossa insieme al Comune di
Vittoria, all’Ordine degli Architetti Ppc della provincia di Ragusa e al Collegio
provinciale dei geometri, ha visto la presenza del sindaco Francesco Aiello, del
componente della presidenza Cna territoriale Rocco Candiano, dei presidenti degli
ordini professionali, del presidente Cna Costruzioni Sicilia Salvo Antonio Cannavò,
dei rappresentanti dell’Ingv e di numerosi tecnici, professionisti e imprese del
territorio.
Ad aprire e moderare i lavori è stato il segretario territoriale Carmelo Caccamo che
ha inquadrato il contesto siciliano di grande emergenza e l'azione dell’associazione di
categoria a tutela delle aziende colpite dal ciclone che ha spazzato via i lidi e molte
attività rivierasche. “Abbiamo assistito subito le imprese – è stato spiegato – rispetto
ad un fenomeno estremo della natura che però ha fatto emergere tutta la debolezza
del nostro territorio, privo per troppi anni di un'adeguata azione preventiva e
programmatica. Il caso, appunto, di Niscemi è stato l'esempio europeo più
impattante”.
Nel suo intervento, Giorgio Stracquadanio, che coordina il mestiere Cna Costruzioni
Ragusa, ha delineato un quadro chiaro delle trasformazioni in atto, ricordando come
la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi – alluvioni, frane, ondate
di calore, siccità e mareggiate – abbiano raggiunto livelli senza precedenti, con effetti
sempre più rilevanti su comunità, infrastrutture ed economie locali. La manutenzione
del territorio, ha sottolineato, non è più soltanto una questione ambientale o sociale,
ma un vero e proprio fattore economico, indispensabile per la tenuta del tessuto
produttivo e delle piccole e medie imprese. Per questo la Cna ritiene necessario

superare la logica dell’emergenza e adottare una visione fondata su prevenzione,
pianificazione, competenze e continuità degli investimenti.
Stracquadanio ha richiamato i dati Ispra e Snpa sul consumo di suolo nell’area
ipparina, dove nel quinquennio 2020-2024 sono stati consumati 119 ettari di suolo,
pari a 1.190.000 mq, l’equivalente di 166 campi di calcio. Vittoria, con 40 ettari,
guida il dato assoluto, mentre Comiso, Acate e Santa Croce Camerina insieme
raggiungono 79 ettari. Il tema si intreccia con la pianificazione urbana: sia Vittoria
che Comiso stanno avviando i nuovi Pug, ma i numeri mostrano un surplus abitativo
significativo. A Vittoria oltre 12.600 abitazioni risultano non occupate; a Comiso
quasi 3.800. Questi dati, ha osservato, impongono un cambio di paradigma: la casa
non può più essere considerata un investimento economico, ma un servizio, e il
recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, insieme alla qualità urbana e al verde,
rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo.
Un contributo particolarmente rilevante è arrivato dal dott. Mario Mattia dell’Ingv,
che ha messo a confronto il dissesto in atto a Niscemi con la situazione del territorio
ipparino, evidenziando come il ruolo di chi governa sia quello di evitare di arrivare a
condizioni critiche, attivando per tempo misure di prevenzione e monitoraggio. Il
messaggio è stato chiaro: conoscere i fenomeni, interpretarli e intervenire prima che
diventino emergenze è la chiave per proteggere comunità e attività economiche. Il
quadro del rischio idrogeologico conferma la necessità di interventi strutturali.
Dalle difficoltà possono nascere nuove opportunità di sviluppo per il settore delle
costruzioni, soprattutto per le piccole e medie imprese. Le risorse esistono – Pnrr,
fondi comunitari, fondi per la prevenzione – ma serve una capacità di spesa coerente
con gli obiettivi. Cna si impegna a potenziare il valore del lavoro condiviso,
evidenziando come il coinvolgimento degli ordini professionali e la grande
partecipazione del pubblico confermino la centralità del tema. Ha ribadito la necessità
di programmare insieme ai Comuni, soprattutto nella redazione dei Pug, tenendo
conto dei nuovi scenari climatici e territoriali, perché una buona prevenzione
consente di governare meglio il territorio.

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