I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno arrestato in flagranza di reato, la
scorsa settimana, un uomo che, fingendosi appartenente alle Fiamme gialle, con un
elaborato raggiro, stava truffando una donna anziana per sottrarle gioielli e denaro contante.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uno dei truffatori ha contattato
telefonicamente la vittima prospettandole una presunta attività investigativa collegata a una
rapina consumata ai danni di un compro oro ragusano. Nel corso della conversazione,
l’uomo, qualificatosi come finanziere, ha riferito che i preziosi detenuti dalla donna dovevano
essere sottoposti a un controllo e confrontati con la refurtiva proveniente dal colpo criminoso
e che per questo avrebbe inviato “un collega” a ritirarli.
La vicenda è apparsa credibile alla signora anche perché il sedicente appartenente alle
forze dell’ordine ha fatto riferimento a dettagli relativi alla presunta rapina, che sarebbe stata
commessa utilizzando un’autovettura noleggiata mediante l’impiego di una carta d’identità
clonata e riconducibile alla vittima.
Fondamentale è stata la telefonata effettuata al numero di pubblica utilità “117”, messo a
disposizione dalle Fiamme gialle, che ha permesso in pochi minuti di attivare il dispositivo
operativo, consentendo ai militari del Gruppo di Ragusa di bloccare il malfattore all’atto della
consegna dei gioielli da parte della vittima.
L’uomo, di 33 anni, residente a Belpasso (CT), è stato tratto in arresto in flagranza di reato
per truffa, poiché sorpreso al momento della consegna dei preziosi e del denaro contante
e, dopo essere stato associato alla locale casa circondariale, è stato posto a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria iblea, mentre un ulteriore complice di Catania è stato individuato e
denunciato a piede libero per il reato di truffa in concorso con l’aggravante della minorata
difesa.
L’episodio conferma come i tentativi di truffa ai danni dei cittadini e, in particolare, di persone
anziane o particolarmente vulnerabili, possano essere prevenuti grazie alla tempestiva
segnalazione di situazioni anomale ai numeri di emergenza e pubblica utilità, contattando
gli uffici delle forze di polizia competenti per effettuare le necessarie verifiche.
Si ricorda, al riguardo, che nessun appartenente alle forze dell’ordine richiede la consegna
di denaro, oggetti preziosi o altri beni per effettuare verifiche investigative.
Il G.I.P. del Tribunale di Ragusa ha convalidato la misura restrittiva della libertà personale,
riqualificando il reato in tentata truffa e disponendo gli arresti domiciliari.
Per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà
definitivamente accertata solo nel caso in cui intervenga una sentenza irrevocabile di
condanna.

