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Vittoria, le lunette del Tempietto da "Cruci" svelate. Forse opera di ceramisti locali

| di redazione
| Categoria: Tradizioni
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Torna a far parlare di se, il giovane cultore di storia locale vittoriese, Gaetano Bruno, con una nuova ed appassionata ricerca sull’autore delle maioliche che adornano e completano il tempietto di piazza Sei martiri a Vittoria (Piazza Calvario).

Bruno si  chiesto chi fosse l’autore delle maioliche collocate nelle lunette esterne del Calvario di Vittoria, dato non presente nelle sue importanti ricerche sulla Chiesa dei Cappuccini e della storia locale.

L’arcano sembra – in parte – risolto:  è lo stesso Gaetano Bruno a raccontarlo al giornale diocesano “Insieme” (fonte), in un lungo articolo intervista che pubblichiamo con piacere per gli amanti delle “cose patrie” e per i nostri affezionati lettori.

“Da una rapida perlustrazione – scrive Bruno - ho riscontrato che in due bassorilievi (con difficoltà, data la posizione delle lunette) si legge una firma in basso. Solitamente l’artista, appone la sua firma non appena termina un’opera ma, non sempre questo accade. L’artista in questione è un certo Pandolfo, accanto al cognome è riportato anche l’anno ’59. Nell’altro pannello leggiamo: Cer. Pandolfo. Dopo altri sopralluoghi e con l’ausilio di una scaletta, ho rilevato una seconda firma, quest’ultima presente in tutti i cinque pannelli, si tratta di Giuditta, cognome poco noto in Sicilia.

Chi sono questi ceramisti? Dove operavano? Erano autonomi o dipendenti presso qualche bottega più o meno conosciuta? Nessuno ne ha mai sentito parlare. Non se ne ha memoria neanche nella vicina Caltagirone.

“La presenza della doppia firma – continua -mi fa pensare che un artista magari ha realizzato i bassorilievi in argilla, mentre l’altro ha disegnato e decorato le formelle. Si può ipotizzare che la bottega era di Pandolfo ad esempio, e Giuditta ha realizzato i manufatti. Si tratta di cinque bassorilievi, ognuno sezionato in tre pezzi (tipo puzzle) realizzati in argilla rossa, smaltata e decorata a pennello. Due sono situati sulla facciata: la Crocifissione; Gesù in croce con Maria, la Maddalena e i due ladroni. Tre invece, sul retro nei quali sono rappresentati gli attimi che precedono la crocifissione: Gesù con la croce, in cammino verso il Calvario, circondato da tre soldati.

In merito all’anno di realizzazione è possibile affermare, secondo il giovane storico, che si tratta del 1959. Il Calvario fu costruito dopo il 1859 (in sostituzione di quello antico) a conclusione di una missione di padri Cappuccini. Per molti anni rimase incompleto, ad esempio la cupola doveva essere in muratura, invece ne è stata sistemata una in plexiglas negli anni ’90 dello scorso secolo , ancora le pareti della cappellina sono state decorate nel 1914 e le lunette esterne come si evince da antiche foto erano vuote. Quindi sono state “riempite” dopo ben cento anni.

“La signora Maria Stella Palmeri, ci ha riferito che questi manufatti furono collocati negli anni ’50 su interessamento dell’on.Battaglia. Questa informazione trova riscontro nei registri della Congregazione, gentilmente consultati dal marchese Salvatore Palmeri su mia richiesta, ecco un sunto: “Dal verbale del 20 febbraio 1959, sotto la presidenza di Paolo Calì-Terlato. I confrati ringraziano pubblicamente il confrate on. Gaetano Battaglia (assessore regionale alla solidarietà sociale) per essersi interessato a ottenere i fondi, per avviare un restauro e l’abbellimento del Calvario”. Purtroppo non si fa cenno alle formelle di ceramica, ma la presenza dell’anno scritto in uno dei pannelli ci dà conferma che sono stati sistemati in quell’occasione. Riguardo agli autori dei pannelli al momento non abbiamo notizie”.

foto web

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