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Giornata Internazionale della Donna: rivalutare, valorizzare e promuovere. La donna ritorna protagonista

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Sarebbe riduttivo, oggi 8 marzo, dare la classica definizione di Donna, solamente quale alter ego dell’uomo e peggio ancora come la definisce il vocabolario della lingua italiana: “l'individuo femminile della specie umana”.

Donna oggi è sinonimo di diritti conquistati con forza e sacrificio, di fortezza, di costanza  sinonimo di intraprendenza, di conquiste sociali e politiche, di lotta alla discriminazioni e alle violenze, ed ancora di indipendenza economica;

Donna è anche madre, sorella, amica, compagna di strada, consigliera e amante, colei – cioè – che sa amare più di ogni altro ed in maniera speciale.

Domani sarà la “Giornata internazionale della donna” meglio conosciuta come “Festa della donna, un giorno intero per ricordare l’impegno, ma anche il sacrificio, di tante donne che dagli inizi dello scorso secolo, si sono battute per una vita ed un mondo migliore, fatta di uguaglianza tra i generi, di diritti fondamentali e del loro rispetto, del ruolo della donna non più vista come “oggetto” ma come soggetto pensante con un suo specifico ruolo all’interno della società.

Ma la giornata odierna vuol ricordarci anche le tante ingiustizie e violenze, non solo fisiche, che la donna è costretta a subire oggi in molte parti del mondo cosiddetto “civile e moderno”: in molti Paesi e regioni del mondo, infatti, le donne subiscono ancora ogni sorta di discriminazione e violenza; parliamo della pratica dell’infibulazione e della circoncisione femminile,fortemente radicata in alcuni paesi africani, dello sfruttamento del lavoro minorile, soprattutto femminile, della prostituzione quale business mondiale, delle donne kamikaze o delle tante costrette a vendere utero e organi per tirare a campare.

Il “Woman's Day”, la festa della donna, nacque negli Stati Uniti, il 3 maggio 1908, quando la socialista Corinne Brown, durante una conferenza del Partito socialista di Chicago, prese la parola, condannando pubblicamente lo sfruttamento nei confronti delle operaie e delle discriminazioni sessuali subite in termini salariali e di orario di lavoro.

E’ l’inizio della lotta sociale, lenta ma inesorabile, un treno in corsa che iniziava a travolgere ogni cosa, destinato a grandi iniziative: la prima giornata della donna fu celebrata il 23 febbraio 1909 negli Stati Uniti, in favore del diritto di voto femminile, successivamente scioperarono 20.000 camiciaie. Occorrerà attendere il 1910 quando, durante la Conferenza internazionale della donna a Copenaghen, si propose di istituire una giornata dedicata ai diritti delle donne.

In Italia, su iniziativa del Partito comunista, la Giornata internazionale della donna si tenne per la prima volta nel 1922. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1977, propose ai paesi membri, di riconoscere la Giornata per i diritti delle Donne in ogni Stato. L'Assemblea riconobbe - come  data ufficiale - l'8 Marzo, che già veniva festeggiato in diversi paesi,

Quanto alla scelta della mimosa come fiore simbolo della ricorrenza, questa risale all'8 marzo 1946 su proposta di Teresa Mattei, Teresa Noce e Rita Montagnana, tre donne dell’UDI (Unione donne italiane) che proposero di usare questo fiore in quanto la mimosa fiorisce proprio nei primi giorni di marzo.

Auguri a tutte le Donne, oggi, domani, sempre !

 

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