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Stupro a Vittoria. Sergio Palumbo condannato a 7 anni di reclusione

| di Concita Occhipinti
| Categoria: Attualità
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STUPRO A VITTORIA – SERGIO PALUMBO CONDANNATO A 7 ANNI DI RECLUSIONE Si è celebrata questa mattina dinanzi al GUP del Tribunale di Ragusa, nella persona del Dott. Ivano Infarinato, l’udienza preliminare di discussione del procedimento penale nei confronti di Sergio Palumbo, l’autore dei gravissimi fatti di violenza sessuale, verificatosi lo scorso mese di Settembre a Vittoria, nei confronti di una giovanissima ragazza vittoriese. Vittima e carnefice, quindi, ancora una volta si sono trovati all’interno della stessa aula d’udienza. Il GUP nella persona del Dott. Ivano Infarinato, a seguito della già espletata attività istruttoria, caratterizzata della disposta perizia psichiatrica, eseguita dal nominato CTU Dott. Giuseppe Sapienza, il quale ha di fatto testualmente dichiarato che: “Al momento dei fatti l’imputato conservava la capacità di intendere e di volere….e lo stesso, allo stato attuale, risulta capace di partecipare coscientemente al processo” ha invitato le parti alla discussione. La pubblica accusa oggi rappresentata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Marco Rota, ha ripercorso dettagliatamente e minuziosamente tutte le fasi di questa brutta vicenda consumatasi lo scorso mese di Settembre a Vittoria, quando per circa tre ore e specificatamente dalle ore 02:30 e fino alle ore 05:00 circa, lo stupratore, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, privando della libertà personale la giovane ragazza vittoriese, ha costretto brutalmente la stessa a subire atti sessuali. Il PM ha concluso chiedendo espressamente la condanno dello stesso Palumbo, per tutti i reati allo stesso ascritti, alla pena di anni 7 e mesi 4 di reclusione, essendo certamente stata provata la penale responsabilità dello stesso stupratore. La persona offesa, già formalmente costituita parte civile per il tramite del proprio difensore di fiducia, l’Avv. Luca Strazzulla, si è formalmente associata alla richiesta di condanna formulata da parte del PM, evidenziando di fatto che gli atti utilizzabili da parte del Giudice per la decisione, consentono di ritenere certamente provata al di là di ogni ragionevole dubbio, la responsabilità penale dell’imputato, in ordine a tutte le condotte contestate e di cui lo stesso si è certamente e volontariamente reso gravemente responsabile, chiedendo altresì un risarcimento in favore della costituita parte civile di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, anche morali, nella misura di € 1.000.000,00 o di quella che il Giudice riterrà equo determinare, in relazione a tutti i danni subiti dalla stessa persona offesa. La difesa dell’imputato, rappresentata dagli Avv.ti Enrico Platania e Giuseppe Aprile, hanno chiesto emettersi sentenza di assoluzione ex art. 530 2 c., nonché il riconoscimento della circostanza attenuante della semi-infermità di mente, avanzando altresì e contestualmente richiesta di modifica della misura cautelare in atto, con la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari. Il GUP nella persona del Dott. Ivano Infarinato (ricordiamo che è lo stesso Giudice che ha emesso la Sentenza nei confronti di Rosario Greco, condannando lo stesso a 9 anni di carcere per l’immane tragedia dei due angioletti di Vittoria, i piccoli Alessio e Simone D’Antonio), dopo 6 ore di camera di consiglio, ritenendo penalmente responsabile l’imputato, ha condannato Palumbo Sergio ad anni 7 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento in carcere. Ha altresì condannato l’imputato al risarcimento dei danni cagionati alla costituita parte civile, da liquidarsi in separata sede, riconoscendo una provvisionale di € 30.000,00. La Persona Offesa, per il tramite del suo legale di fiducia, l’Avv. Luca Strazzulla, ci ha fatto sapere di sentirsi ad oggi e nonostante il lungo lasso di tempo trascorso, ancora “GRAVEMENTE FERITA NELL’ANIMA” e con il “CUORE LACERATO”, per tutto il dolore che purtroppo è stata costretta inspiegabilmente a subire quella tragica notte e che certamente questa sentenza di condanna non allevia certamente. La persona offesa infine - sempre per il tramite del proprio legale di fiducia – ha esplicitamente chiesto di ringraziare pubblicamente la Procura della Repubblica e le Forze dell’Ordine, per tutta la vicinanza e l’affetto mostratele, sia nell’immediatezza dei fatti, nonché anche successivamente, lanciando altresì un messaggio a tutte le donne vittime di violenza: “Non abbiate paura, denunciate, perché è solo tramite le formali denunce che questi criminali vengono seriamente puniti dalla legge”.

Concita Occhipinti

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