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Vittoria, caso di fake news contro una noto panificio della città. Interviene il titolare

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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“La madre degli imbecilli è sempre in cinta”, recitava un antico adagio oggi più che mai attuale in tempo di pandemia!

Se già di suo il Covid 19 ce la sta mettendo tutta per rovinarci l’esistenza, frenare l’ economia, distruggere rapporti sociali e famiglie, a complicare ulteriormente le cose ci si mettono anche i delatori e i fabbricanti di fake news.

Tantissime le difficoltà economiche che aziende e professionisti sono stati costretti ad affrontare durante la chiusura totale delle attività imposta la scorsa primavera e che ancora continuano a soffrire non poco i limiti imposti per contrastare la diffusione del virus.

Se a tutto questo aggiungiamo la diffusione di informazioni false e tendenziose, su probabili quanto non veritiere “positività” al Coronavirus, la frittata è fatta! Il caso che vi proponiamo è avvenuto a Vittoria, a discapito dei proprietari di un noto panificio della città che, da un giorno all’altro sono stati infatti accusati di tenere l’attività aperta al pubblico nonostante i casi positivi riscontrati.

La notizia che ha fatto il giro anche di un gruppo wathsapp, ha messo in allarme i titolari che sono intervenuti tempestivamente per porre rimedio alle notizie false.

Scrive infatti il proprietario sulla sua pagina social:”Premetto che nessuno di noi è risultato positivo; aggiungo che nella mia attività siamo molto scrupolosi ed abbiamo anche investito molto, in termini economici, per garantire il rispetto delle norme anti-contagio: para-fiato, igienizzante mani, mascherine sempre indossate, accesso consentito solo a poche persone per volta e molto altro. Ad oggi, volendo, potrei facilmente risalire a chi ha diffuso questa falsa notizia, ma visto che tutto si è finito qui al momento non intendo andare oltre. Ricordo poi che, nel caso di positività, il laboratorio (privato o pubblico che sia) è tenuto a comunicare immediatamente i dati all’Asp che, nel caso, impone la chiusura del locale”.  

Come si fa, ci domandiamo, a puntare il dito contro qualcuno o una attività in un periodo così buio e nero, dove complicazione, paura e difficoltà la fano giornalmente da padroni indiscussi?

Premesso che essere contagiati – positivi non è certamente una vergogna, una malattia o altro di cui nascondersi, non possiamo che condannare apertamente ogni comportamento “indecente” e delittuoso, nocivo per sé stessi e per gli altri, scongiurando che simili situazioni non abbiamo mai più a ripetersi in futuro

 

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