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Riforma del catasto, possibili nuove stangate per Imu e tasse immobiliari. I dettagli

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Il Governo ha in atto una riforma a tutto tondo relativa ad un aggiornamento necessario del catasto di cui è già in atto un piano di indirizzo per il biennio 2021-2023. La situazione catastale non corrisponde alle nuove esigenze fiscali tanto che l’ultima revisione degli estimi risale al 1989 ed è quindi datata e carica di discordanze tra rendita catastale e attuale valore immobiliare di mercato.

Soprattutto perché dopo i due anni di pandemia il mercato immobiliare ha subito degli scossoni non indifferenti e anche l’Agenzia delle Entrate vuole poter rivalutare tutti quegli immobili il cui valore potrebbe non essere corrispondente ad un passato prossimo e quindi non più veritiero al giorno d'oggi.

In particolar modo con la futura riforma catastale si fa riferimento ad un adeguamento dell’Imu attualmente imposto sulle seconde case che potrebbero aver assunto un valore superiore rispetto a quello su cui si paga al momento la tassa, oppure dopo il blocco del Covid aver perso valore costringendo però comunque i proprietari a pagare un costo eccessivo.

I dati rilevano che attualmente nel nostro Paese ci sono 5 milioni e 556 mila seconde case pari al 17% del totale dei fabbricati. Al momento in Italia sono circa 25 milioni i contribuenti che devono pagare l'imposta – con circa 1.070 euro di media annuale - che al Fisco porta nelle casse un gettito annuo di circa 20 miliardi di euro. Questa rivalutazione delle vecchie rendite catastali ai valori di mercato attuali sta spaventando molti italiani anche se al momento sembrerebbe che la seconda trance di saldo dell’Imu con scadenza il prossimo 16 dicembre 2021 sia esente da tale rialzo dei prezzi.

Come si calcola il prezzo da pagare per l’Imu? Il suo valore, come ci insegna nella sua guida aggiornata Dove.it, agenzia immobiliare online attiva dal 2018 per valutazioni e compravendite lungo tutto lo Stivale, la prima cosa da conoscere è la rendita catastale dell’immobile, visto che poi il calcolo da attuare è il seguente: rendita Catastale + 5% x coefficiente catastale. Un’operazione che unisce le dimensioni dell’immobile e un valore numerico elaborato dall’Agenzia delle Entrate che varia dalla zona in cui è situato e dalla destinazione d’uso della proprietà.

Ciò che si teme con questa nuova riforma non è solo una stangata sulle due rate Imu ma anche su tutte le imposte che ruotano intorno all’acquisto e all’eredità di una casa, dall'aumento della tassa sui rifiuti (Tari), all'imposta di registro, quella ipotecaria, catastale e di successione.

La revisione del catasto sembra urgente e necessaria secondo vari schieramenti politici anche se non sarà attuata, con molta probabilità, non prima del 2023. Nessun timore dunque al momento, tanto che anche il premier Draghi ha rassicurato spiegando che la rivalutazione futura degli importi catastali “dovrebbe essere a costo zero per i cittadini, con un abbassamento della percentuale di imposta calcolata sugli immobili”.

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