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Crollo dei prezzi al mercato ortofrutticolo di Vittoria: PSI, profondo letargo dello Stato.

"Siamo invasi dal prodotto proveniente dal Marocco. Non dimentichiamo però che la manovalanza viene trattata come animali."

| di La Segreteria - PSI
| Categoria: Territorio
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Al Mercato Ortofrutticolo di Vittoria si registra un crollo dopo l’altro: prima i pomodori, poi i peperoni, ora anche le melanzane.

I produttori vittoriesi "al collasso" si svegliano ogni giorno con questo incubo.

Letteralmente crollati i prezzi che erano decisamente già bassi: i peperoni vengono venduti a 0.30-0.40 centesimi. Il ciliegino da 0.20 a 0.50. Il Piccadilly da 0.30 a 0.50.

Lo stato? Assente ai problemi dell’agricoltura, negli ultimi anni abbiamo assistito a passerelle con promesse di aiuti all’ agricoltura, naturalmente durante il periodo elettorale, trascorso ciò, il nulla! Tutto tace e si rientra nel profondo letargo.

Questo il grido del Partito Socialista Italiano, sezione di Vittoria: "Abbiamo da anni segnalato le cause del crollo dei prezzi dei nostri prodotti orticoli, in Italia arrivano prodotti da altri paesi che invadono i mercati italiani, abbiamo un problema però, mentre in Italia abbiamo dei disciplinari per l’uso di fitofarmaci da usare per le coltivazioni, in altri stati non ci sono le stesse regole, ma i prodotti vengono immessi nei mercati senza controlli da parte di enti preposti."

In Italia vige la legge sul capolarato, - continuano -minima paga sindacale come giusto che sia, contributi lavorativi come giusto che sia, i dipendenti devono percepire una casa dignitosa, un massimo di ore lavorative giornaliere, tutto questo è giusto e se non si rispetta una di queste regole scatta il capolarato che viene applicato con l’arresto immediato del datore di lavoro, però lo stato Italiano non riesce a vedere oltre i propri confini, a convenienza naturalmente!

Parliamo del Marocco?

Il Marocco ci ha invaso con i suoi prodotti orticoli, un paese dove i disciplinari non sono controllati e che la manovalanza viene trattata come animali, questi poveri cristi vengono trasportati sul cassone di camion fatiscenti come animal,i dal paese fin nelle campagne, dove lavorano dall’alba al tramonto per 5 dollari al giorno e senza la presenza di sindacati.

Allora ci domandiamo - e concludono - quale stato può permettere tutto ciò?

Stanno facendo fallire la nostra agricoltura a beneficio delle grandi catene di distribuzione e su tutto ciò ne traggono profitti.

Per saperne di più:

Che cos'è il caporalato?

Il caporalato è una forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera attraverso intermediarî, i cosiddetti caporali che assumono per breve periodo (giornaliero o al più settimanale) operai senza rispettare le regole di assunzione e i diritti dei lavoratori.

La Segreteria - PSI

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