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Fine settimana di movida dappertutto. A Modica aggrediti agenti di Polizia

| di redazione
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Primo sabato post lockdown e già inizian i problemi. Oltre agli assembramenti non autorizzati, ai tanti capannelli di giovani e non senza mascherina, ad aggravare la situazione ci si mettono pure le risse contro le Forze dell' Ordine che in questo frangente hanno il compito di vigilare e verificare gli abusi e le inosservanze di legge.

A Modica tre pattuglie, una della Polizia Municipale e due della Polizia di Stato sono state aggredite. Gli agenti hanno avvicinato un gruppo di extracomunitari, invitandolo ad evitare l’assembramento. I giovani in questione, secondo alcuni testimoni in preda ai fumi dell’alcool, hanno iniziato ad inveire contro i tutori dell’ordine. Uno di loro li ha aggrediti fisicamente, ha danneggiato un’auto di servizio e ferito un agente prima di riuscire a scappare. Attualmente è ricercato.

La notizia è stata diffusa e commentata dal sindaco, Ignazio Abbate: “quello che è successo poco fa nel cuore del nostro centro storico- ha scritto ieri sulla sua pagina Facebook- mi lascia senza parole e pieno di rabbia. Aggredire un tutore dell’ordine, mentre cerca di fare il proprio mestiere a salvaguardia della salute altrui è quanto di più meschino possa esserci. Tanti mesi passati a soffrire tutti insieme, primo sabato di riaperture- scrive un amareggiato Abbate- e questo è il risultato. Mi auguro che quanto prima il delinquente autore di questo gesto venga assicurato alla giustizia e paghi come si deve. Visto che questo episodio fa seguito a quelli avvenuti prima della chiusura totale o lockdown) - annuncia il primo cittadino modicano- tornerò a chiedere al Tavolo Provinciale per la Sicurezza quel rafforzamento dei controlli che mi era stato garantito lo scorso mese di febbraio”.

Già venerdì sera, per la verità, in tantissimi hanno affollato bar, paninerie e locali vari in massa, senza nessun rispetto per le regole di distanziamento sociale e senza indossare alcun dispositivo di protezione individuale. Ai più ligi non è rimasto che tornare a casa. E’ accaduto un po’ in tutti i comuni della provincia, tanto che alcuni sindaci non hanno esitato a prendere posizione. Tra loro il primo cittadino di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che sulla pagina Facebook del Comune aveva scritto “Così non va! E’ successo un fatto che non deve più verificarsi. All'interno dell'area portuale si è formato un assembramento, senza rispetto del distanziamento personale ed in luogo il cui accesso è vietato. Sono stati tutti fermati, identificati e formalmente diffidati. Probabilmente per questa volta non si avranno ripercussioni, ma se tutto ciò dovesse ripetersi gli autori saranno pesantemente sanzionati.Il calo dei contagi ci fa ben sperare, ma non possiamo minimamente abbassare la guardia”.

Il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, commentando un video che mostrava la situazione a Marina si era dichiarato pronto ad imporre delle restrizioni: “avevamo fatto un chiaro appello alla ragionevolezza e alla collaborazione per ripartire insieme, nel rispetto delle norme e nell’interesse della comunità intera. Evidentemente non tutti hanno compreso. Ultima chiamata: o la situazione rientrerà nei parametri consentiti, o disporrò l'immediata chiusura anticipata dei locali e il blocco delle strade interessate”.

Stessi scenari un po’ ovunque anche nella giornata di ieri. Tanto che anche il governo nazionale sta pensando di porre dei freni ricordando che, in questo momento, è indispensabile non abbassare la guardia. Possiamo uscire, ma facciamolo nel rispetto di noi stessi e degli altri, oltre che delle regole. 

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